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"La giustizia chiede maggiore indipendenza"
"La giustizia chiede maggiore indipendenza"
"La giustizia chiede maggiore indipendenza"
Redazione
7 anni fa
Il presidente del Tribunale d’appello Mauro Mini rivendica l'autonomia finanziaria e organizzativa e la separazione tra toghe e partiti

Riformare la giustizia ticinese affinché possa godere di maggiore autonomia e indipendenza a livello organizzativo e finanziario. È un cambio di rotta profondo quello auspicato stamani, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2019/2020, dal presidente del Tribunale d’appello Mauro Mini. Un discorso che mira alla politica, in particolare al Dipartimento delle Istituzioni (DI) che ne controlla l’organizzazione, affinché la separazione dei poteri, ha sottolineato Mini, possa dirsi effettiva.

"È importante che questa indipendenza non sia solo nelle cose generali, ma anche in quelle concrete" ha specificato Mini ai micrifoni di TeleTicino. "Per questo ho rivendicato l'indipendenza organizzativa e quella finanziaria. In questo modo la Magistratura si autogestisce maggiormente e anche verso l'esterno dà una garanzia di maggiore indipendenza verso chi alla Magistratura deve ricorrere".

Di qui la proposta di dotare la magistratura di un budget autonomo, senza il quale difficilmente si può parlare di potere libero e indipendente. "Non è una richiesta esotica e incomprensibile. L'autonomia finanziaria esiste in diversi Cantoni, come ad esempio Ginevra e Uri" ha ribadito Mini. Stesso discorso vale anche per l'organizzazione: "Si tratta di non dover dipendere, negli aspetti organizzativi quotidiani, dalla divisione della giustizia e poter programmare ed organizzare all'interno una serie di aspetti pratici".

Da ultimo la questione delle nomine dei magistrati, ancora troppo incentrata sui partiti. La massima autorità giudiziaria ha quindi chiesto alla politica di fare un passo indietro. "Si tratta di un modello semplice, che esiste nel Ministero pubblico della Confederazione: il Parlamento nomina il procuratore generale e due aggiunti, sono poi loro che scelgono gli altri procuratori pubblici. Non solo li scelgono, ma ne rispondono anche politicamente di fronte all'autorità di nomina. Se scelgono persone incapaci dovranno rispondere davanti al Parlamento delle loro scelte".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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