
Se fossero un partito unico, sarebbero una delle prime forze politiche nei Municipi ticinesi. Le ultime elezioni comunali hanno confermato la forte presenza delle liste civiche, soprattutto nei comuni medio-piccoli. Per il politologo Oscar Mazzoleni, tra gli elettori le persone prevalgono sempre più sui partiti. Ma vediamo dapprima qualche esempio.
Il caso di Grancia
A Grancia, 500 abitanti, i cinque municipali fanno parte di un’unica formazione politica. Sei i candidati che si sono contesi le cinque poltrone. I volti dei municipali eletti sono gli stessi dell’ultima legislatura, ma allora le forze rappresentate erano due: la lista civica Grancia 2020 e il Centro. Due formazioni che si sono però unite per queste elezioni comunali. "Prima facevo parte del gruppo PPD", spiega Andrea Imerico, municipale eletto. "Poi c'era la seconda lista civica Grancia 2020. Visto che abbiamo fatto due-tre legislature sempre tra di noi, abbiamo proposto ai nostri rispettivi gruppi di metterci assieme per continuare la nostra sfida. Questo anche perché non ci sono mai stati problemi di gestione per il Municipio". Secondo Imerico il fatto che l’Esecutivo ha ora un unico colore non costituisce un problema per la democrazia. "Ognuno mantiene comunque le sue fedi politiche. Io mi sento sempre vicino al Centro, così come gli altri mantengono il proprio schieramento. Questo però non ostacola il fatto di metterci insieme per lo stesso comune interesse, che è quello del paese”.
L’esempio di Melide
A Melide quattro municipali su cinque appartengono a liste civiche. Fra questi anche il sindaco ad interim Emiliano Delmenico, che milita in Per Melide. Una formazione sorta dall’unione di altre due liste civiche, Nüm par Milì e Siamo Melide, ancora separate in Consiglio comunale, ma dove assieme contano la metà dei seggi. "Alla base vi sono delle diversità, ma c’è anche uno spirito che ci unisce, che ha fatto sì che negli ultimi 16 anni Melide abbia potuto portare avanti dei progetti in condivisione", spiega Delmenico, che è approdato nella lista civica dopo una militanza nel PLR. “A livello personale è stata una scelta piuttosto travagliata, ma che ha permesso a Melide, non per merito mio ma di tutti, di portare avanti dei progetti interessanti”.
La personalizzazione prevale nelle dinamiche politiche
Nelle liste civiche albergano di frequente orientamenti politici diversi. Un fatto che però non sembra scoraggiare gli elettori. Se fossero un partito unico, come detto, le liste civiche sarebbero una delle prime forze nei comuni ticinesi, soprattutto in quelli medio-piccoli, osserva Oscar Mazzoleni dell’Osservatorio della vita politica regionale. “È un fenomeno che si estende da anni, non è la prima volta che vediamo un’espansione di queste liste civiche. Questa tendenza ha radici storiche in molti comuni, ma si è amplificata in un’epoca di aggregazioni comunali e in un periodo storico in cui la personalizzazione tende a prevalere nelle dinamiche politiche. Certamente tutto questo ha a che fare almeno in parte con la crisi dei partiti a livello locale”.
Il successo delle liste civiche
Ma perché le liste civiche hanno così tanta presa? “Riflettono una tendenza che abbiamo già visto a livello federale e cantonale: quella della scheda senza intestazione. La centralità delle persone prevale e in questo senso il sostegno a questi candidati slegati ai partiti non è un problema, anzi, è visto come un’opportunità. Quando il partito è debole costruisce una lista con personalità conosciute che va oltre agli steccati ideologici. Questo è un aspetto che trova l’approvazione di una parte significativa dei cittadini, che hanno eletto questi candidati nei Municipi e nei Consigli comunali”.

