
Il tanto contestato manovrone finanziario del Governo, 204 milioni sul prossimo triennio, potrebbe essere smembrato. Ma ogni decisione sul da farsi verrà presa solo dopo l’incontro con i comuni che il Consiglio di Stato ha in agenda domattina. Se si confermerà il muro contro muro tra le parti si andrà probabilmente verso la soluzione indicata dal ministro Luigi Pedrazzini: presentare per il prossimo anno un normale preventivo, con gli elementi di correzione della spesa pubblica che si potranno ragionevolmente varare; rinviare il grosso della manovra ai due anni successivi, 2010 e 2011. Sarebbe un fallimento per la politica del Governo, ma difficilmente si possono ipotizzare altre vie. I ministri non hanno ancora tradotto in cifre gli scenari. Ma contano ancora di poter mettere in cantiere il manovrone il prossimo anno. Tutto dipenderà dalla disponibilità dei comuni. E, se vi sarà un accordo politico, il Consiglio di Stato riprenderà contatti con le associazioni economiche per tentare di smussare opposizioni e minacce di referendum. È il quadro emerso oggi nel tardo pomeriggio al Palabasket di Bellinzona dopo l’incontro dei ministro con circa 300 circa funzionari dirigenti. Un incontro giudicato positivo. Un clima critico, ma non ostile ha caratterizzato la riunione. I funzionari hanno chiesto strumenti per creare maggiore motivazione tra i collaboratori e lumi sullo stato della revisione della legge organica sui dipendenti. [email protected]
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