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Ticino
La Federcommercio: "Atteniamoci ai fatti"
Redazione
16 anni fa
E sostiene la proposta del DFE: "Il Ticino deve almeno passare da un regime di eccezioni a semplici regole"

"Non è certo una novità: sciogliere il nodo degli orari di apertura dei negozi è difficile. Le difficoltà sono ancora di più se la discussione è inquinata da considerazioni estranee al tema (ad esempio di marketing sindacale o di partito) o dalla volontà di far chiudere non solo i negozi ma anche le menti. Per evitare questo rischio, è opportuno attenersi ai fatti". E con questa premessa che la Federcommercio cerca oggi di chiarire, con una nota stampa, la sua posizione sull'annosa questione degli orari dei negozi."Il Ticino - sostiene la Federcommercio - deve almeno passare da un regime di eccezioni a semplici regole". "In gioco - aggiunge  - c’è il posto di lavoro di 15'000 persone (equivalenti a più di 12'000 posti a tempo pieno) in maggioranza svizzeri, domiciliati o dimoranti e la possibilità di continuare ad offrire al consumatore ticinese una vasta scelta di prodotti di qualità, a prezzi concorrenziali e senza dover intraprendere viaggi verso la Lombardia". E ancora: "L’apertura dei negozi fino alle 19 (che in Svizzera è la regola in 19 Cantoni) è già autorizzata in Ticino – da Pasqua a fine ottobre – per l’81% dei posti di lavoro".E infine. "La proposta di legge elaborata dal DFE non può essere definita "coraggiosa o attenta alle sfide del settore del commercio". Pragmaticamente si limita a fotografare la situazione attuale e ad assolvere al suo unico compito "di polizia" per difendere la quiete pubblica notturna e festiva". E "Le prossime settimane diranno se il Ticino è pronto ad affrontare con serenità ed in modo oggettivo una discussione sugli orari di apertura dei negozi o se, ancora una volta, sarà bloccato dai ricatti e dalle chiusure".

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