
Ispirata al design della copertina del passaporto rossocrociato, in questi giorni la maglia della nazionale svizzera di calcio è come la seconda pelle del tifoso della nati. Prodotta da Puma, costa circa cento franchi per gli adulti e poco meno in versione junior, è il desiderio proibito di chi nel mese dei mondiali non si vergogna di tornare bambino e indossare in quei 90 minuti che regalano la storia, la stessa divisa di Xhaka e compagni. Un desiderio condiviso, ce lo conferma chi le vende: «Non abbiamo quasi più magliette da adulto, rimane qualcosa di quelle da bambino. Ci stiamo interessando con il fornitore per capire se è possibile rinfoltire ancora l’assortimento», racconta Paolo Allievi, gerente del DF Sport Specialist di Grancia.
Altre nazionali e palloni
Ma non solo Svizzera. Molto vendute sono anche le maglie di Portogallo, Brasile e Argentina. Meno vendute quelle della Francia e quelle dell’Italia. Ordinate prima degli spareggi, sono vittima della delusione dei tifosi azzurri per la mancata qualificazione. Piace, invece, il pallone: «Quello originale lo abbiamo già riassortito più e più volte. Ne abbiamo venduti una cinquantina», racconta Allievi.
La maglia da trasferta
Poi c’è la discussa maglia da trasferta, che nel negozio da noi visitato non c’era. Una maglia piuttosto inaspettata, anche lei ispirata al passaporto, però alle pagine interne. Bianca con dei disegni verde fluo, è piaciuta a pochi. Molti i siti di settore che l’hanno definita la peggiore del Mondiale. Addirittura il sito tedesco 11freunde l’ha decisamente definita: «Escrementi di evidenziatore su un sacchetto del compostaggio».

