
“L’enorme investimento di forze sarà giustificato e costituirà per i bambini e i ragazzi del Cantone il segno tangibile, di inestimabile valore, non solo simbolico, dell’uscita dal difficile periodo di isolamento e di un confortante riavvicinamento alla scuola nella sua concretezza, fatta di persone in carne ed ossa. Oggi più che mai la scuola ritorni ad essere un luogo sicuro e famigliare, in cui rinasce la fiducia per l’avvenire della nostra società”, si conclude così un lungo comunicato a firma del presidente del Comitato OCST-Docenti, Gianluca D’Ettorre. Insomma riaprire la scuola, secondo il sindacato, vale la pena, “sebbene i giorni di effettivo insegnamento in presenza saranno pochi”.
Bene l’autonomia, ma…“L’OCST-Docenti riconosce ed apprezza l’irrinunciabile introduzione di numerosi provvedimenti sanitari a tutela della salute di insegnanti e allievi, alcuni dei quali richiesti dallo stesso sindacato (potenziamento delle pulizie, esonero del personale a rischio, consegna delle mascherine, del disinfettante, delle salviette monouso, aerazione delle aule, uso disciplinato dei locali comuni,…). Le disposizioni dipartimentali consentono una notevole flessibilità, gravando le direzioni scolastiche di responsabilità eccezionali, da usare a vantaggio di allievi e insegnanti”, si legge nella nota. Ma il sindacato mette anche in guardia sui rischi di un’eccessiva autonomia: “L’eterogeneità delle formule impiegate nei singoli istituti del Cantone non deve comunque derogare in alcun modo dal pieno rispetto di tutte le misure sanitarie indicate e dovrà rispettare l’onere lavorativo stabilito contrattualmente con i docenti, considerando complessivamente tutte le diverse modalità di servizio fornito”.
Termometri in classeL’OCST-Docenti invita anche a maggiori cautele dal punto di vista pratico: “I docenti dovranno poter visionare con sufficiente anticipo gli ambienti lavorativi ed essere formati sui protocolli di sicurezza, verificare l’applicazione delle indicazioni sanitarie e intervenire nella sistemazione degli strumenti di lavoro e del mobilio per ridurre ogni fattore di rischio”. Non è escluso, aggiungono i docenti, che nonostante tutto ci si ritrovi in locali troppo affollati: “In questi casi le direzioni devono poter far capo a provvedimenti supplementari, quali l’inclusione di altro personale o di locali aggiuntivi o l’ulteriore riduzione del numero di allievi del gruppo”. Infine, il comunicato invita comportamenti di sicurezza aggiuntivi, come evitare il passaggio di oggetti, in particolare fogli e testi scolastici; e rivendica la possibilità per gli insegnanti di “poter misurare la febbre a se stessi ed agli allievi con termometri a distanza e devono essere accompagnati nell’individuazione delle pratiche sicure da presentare agli allievi (e alle famiglie), seguendo procedure condivise, concernenti anche le pause, l’entrata e l’uscita dagli edifici o il tragitto da casa a scuola”.
Tensioni deplorevoli“Il sindacato deplora le tensioni e i problemi generatisi tra la conduzione del DECS”, si legge ancora, “e diverse direzioni degli istituti delle scuole comunali, delle scuole medie, oltre al collegio degli esperti di materia e alcuni collegi docenti e invita alla rapida ricerca di soluzioni condivise e sostenibili nell’interesse della collettività. Si sottolinea che, ancora una volta, docenti e direzioni saranno costretti a modificare radicalmente, con un preavviso minimo - salvo anticipazioni a mezzo stampa - l’impostazione del proprio lavoro, a beneficio di allievi e famiglie, meritandosi la nostra stima e riconoscenza”.
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