
Sta facendo molto discutere il caso del dumping da record che ha coinvolto due web designer frontalieri, assunti da una ditta del Mendrisiotto a 4 franchi all'ora per un lavoro al 100% (vedi correlati). Del caso se ne sta già occupando il sindacato OCST, come conferma Giorgio Fonio.
Giorgio Fonio, OCST, i due frontalieri hanno detto a Ticinonews che si sarebbero rivolti ai sindacati per denunciare il caso di dumping salariale che li coinvolge.Confermo che è vero quanto i lavoratori vi hanno comunicato. Questo rischia di essere l’ennesimo caso di dumping nel nostro Distretto. Abbiamo immediatamente girato la segnalazione all’ispettorato del lavoro per le verifiche del caso. E l’ispettorato del lavoro, per mia esperienza, agisce subito, verificando se l’azienda in questione è sottoposta al contratto normale di lavoro. Se lo è, intervengono immediatamente, altrimenti acquisiscono il materiale e si attivano per valutare se il settore segnalato è sottoposto a forte pressione e quindi meritevole di approfondimenti. Molti contratti normali di lavoro sono entrati in vigore grazie a questa collaborazione tra lavoratori, sindacati e ispettorato del lavoro.
L’ennesimo caso di dumping che coinvolge informatici.Per i quali, ricordiamo, è già in vigore un CNL. Questo dimostra che se, in questo caso specifico, fosse stata applicata la mia iniziativa parlamentar (sospesa per due mesi dalla maggioranza della Commissione della legislazione su richiesta del Governo), per la verifica sistematica dei permessi di lavoro avremmo potuto evitare questo specifico caso.
4 franchi all’ora, se non è un record poco ci manca…Io e i miei colleghi quando denunciamo queste situazioni, lo facciamo con cognizione di causa, visto anche l’enorme numero di segnalazioni che vediamo transitare nei nostri uffici. Per questo non so dire se i 4 franchi all’ora per un informatico siano un record al negativo, di certo è impressionante e vergognoso.
Però i due protagonisti della vicenda avevano accettato questo lavoro.Stiamo parlando di ragazzi frontalieri, giovani e provenienti da una regione, la Lombardia, la cui disoccupazione giovanile è elevatissima. Un senza lavoro in Italia non prende niente ed è dunque disposto ad accettare tutto. Per semplificare, è la fame che ti porta ad accettare condizioni da fame. In questo specifico caso i lavoratori hanno agito bene, segnalando in maniera puntuale ai sindacati la loro situazione. Hanno avuto coraggio ed invito tutti quelli che vivono situazioni come la loro a farsi avanti con i sindacati.
In molti spesso chiedono perché non si fa quasi mai il nome delle ditte coinvolte.Beh non è proprio sempre così, prova ne è che nel nostro lavoro capita di venire denunciati per aver portato all'opione pubblica determinate situazioni (recente sentenza del TF sul caso Consonni, ndr) con tanto di nome. Ma in casi come questo la priorità è permettere alle autorità competenti di poter lavorare in piena libertà e capirete che fare il nome dell'azienda potrebbe aiutare proprio quest'ultima.
MS
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