
"Master di medicina e possibili rischi" è il titolo di un'interrogazione inoltrata oggi al Consiglio di Stato da Daniele Caverzasio (Lega), Simone Ghisla (PPD) e Bixio Caprara (PLR), con la quale si lancia l'allarme sul rischio che le cliniche private penalizzino la nuova facoltà dell'USI.
"Il progetto di Master in medicina sta a poco a poco prendendo forma" esordiscono Caverzasio e cofirmatari. "Il Cantone e il parlamento hanno più volte ribadito il pieno sostegno al progetto perché, tra le altre ricadute positive, permetterà al Ticino di affermarsi come attore principale nel panorama sanitario svizzero. Un valore aggiunto per i pazienti ticinesi."
"Recentemente la Clinica Luganese ha reso pubblico l'ultimo accordo di una serie di collaborazioni (Hirslanden per cardio-vascolare, KSSG per torace, Chuv per fegato&pancreas) con il Clara Spital di Basilea per la chirurgia viscerale" proseguono gli interroganti. "Sul piano nazionale si sta disputando una competizione senza esclusione di colpi per assicurarsi le prestazioni MAS in cui EOC si sta battendo per i nostri pazienti ticinesi. A nostra percezione questa collaborazione, verosimilmente, nel medio termine farà del male alla sanità ticinese. Se fossimo in un ipotetico sistema di mercatodanitario retto solo sulla concorrenza, questo accordo farebbe del bene al Ticino, nel senso che una Clinica privata competitiva fungesse da stimolo per EOC spingendo la nostra azienda pubblica a continuare ad innovare. Cosa che peraltro sta già facendo."
"Peccato però, come tutti sappiamo, che la sanità svizzera si regge sui principi della pianificazione e la medicina altamente specializzata viene regolata a livello nazionale" scrivono Caverzasio, Ghisla e Caprara. "Sparpagliando i casi MAS del Ticino su due strutture, si rischia di mettere in atto il principio “muoia Sansone con i filistei”, nel senso che alla fine i mandati MAS, non raggiungendo i numeri critici, saranno de facto a rischio e potrebbero essere attribuiti ai nosocomio oltralpe andandosene definitivamente dal Ticino."
"Questo sarebbe un risultato grave per la nascente facoltà di biomedicina dell’USI che, nel 2020, aprirebbe i battenti già azzoppata" proseguono gli interroganti. "Da parte nostra avremmo preferito, considerando gli importanti contributi pubblici alle Cliniche Private, che la Clinica Luganese avesse esplorato attivamente la possibilità di costruire una fattibile collaborazione con EOC, volto a dare ai medici della clinica la possibilità di intervenire anche su casi complessi, ma mantenendo la casistica “unita” all’interno del nostro Cantone."
Caverzasio e cofirmatari pongono dunque le seguenti domande al Consiglio di Stato:
1) Vista l'importanza strategica che il Governo ed il Parlamento hanno confermato al progetto di Master in Medicina, come valutate questi sviluppi volti a penalizzare lo sviluppo della Medicina Altamente Specializzata in Ticino?
2) Il Governo ha formalmente chiesto ad EOC, richiamando il suo ruolo di partner clinico principale del progetto Master, adoperarsi affinché ci siano collaborazioni con le cliniche Private?
3) Pensando alla prima nomina su concorso a Professore di Ruolo del Prof. Maino, qual è la posizione dell'università della Svizzera Italiana e della neo costituita facoltà di Medicina, rispetto a queste scelte, legittime ma penalizzanti per il Ticino, implementate dalla Clinica Luganese?
4) Qual è a detta del governo, l'atteggiamento degli altri privati presenti sul territorio, rispetto al progetto di Master in Medicina?
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