
Il sindaco del paese italiano di Re, Oreste Pastore, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e ai ministeri dell'Interno e della Difesa per chiedere che il valico italo-svizzero di Camedo torni ad essere presidiato.
"Le forze dell'ordine devono tornare ad avere un presidio fisso al confine tra la valle Vigezzo e la Svizzera" ha dichiarato Pastore al quotidiano La Stampa. "Non è una richiesta generata da sentimenti xenofobi, ma dalla volontà di garantire sicurezza alla gente."
"Non vogliamo alzare barriere o muri, solamente avere più sicurezza" ha ribadito il sindaco del comune della Val Vigezzo. "La caserma più vicina al nostro paese è quella dei carabinieri della stazione di Santa Maria Maggiore, che di notte è chiusa. E così, se succede qualcosa, devono arrivare da Domodossola. Il nostro valico è comunque un passaggio internazionale e in questa fase storica dove i flussi alle frontiere sono sempre più in aumento la gente pretende sicurezza."
Pastore si è invece detto contrario alla proposta giunta dal lato svizzero di chiudere il valico di notte. "Quello sarebbe un provvedimento assurdo e anacronistico. Le frontiere non vanno chiuse, ma servono più controlli" ha dichiarato. "Ricordo che un po' di mesi fa nei boschi delle Centovalli, proprio tra Ossola e Ticino, due stranieri sono stati trovati morti mentre fuggivano dopo aver compiuto dei furti. Mi sono sentito più volte con il sindaco svizzero di Centovalli e anche lui sarebbe d'accordo al ripristino di un presidio fisso. È però la politica nazionale che deve decidere."
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