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Rendiconto 2023
La Divisione della giustizia nel mirino del Tribunale d'Appello: "Si ritiene in diritto di decidere sul personale"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
Nel rendiconto 2023 del Tribunale d'Appello viene criticato anche il progetto di modifica della LORD, la Legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti: "Questa riforma vorrebbe codificare un sistema che priverebbe di fatto le magistrature delle loro competenze quali autorità di nomina".

“Il Tribunale è regolarmente costretto a rivendicare il rispetto del proprio spazio di autonomia nei confronti della Divisione della giustizia (Dipartimento delle Istituzioni). Senza peraltro disporre di una specifica base legale, la Divisione si ritiene in diritto di subordinare le decisioni sul personale a propri obiettivi o desideri, spesso in contrasto con quelli del Tribunale o, in alcuni casi, addirittura in violazione delle norme applicabili. Ciò comporta crescenti difficoltà, ritardi e un uso irrazionale delle risorse”. È la valutazione generale contenuta nel rendiconto 2023 del Tribunale d’Appello, nel quale viene confermato “un buon andamento generale, con alcune situazioni puntuali che richiedono particolare attenzione”.

“Un sistema che priverebbe le magistrature delle loro competenze”

"Questa rivendicazione di un ruolo preminente quale Divisione Giustizia”, viene spiegato, “si è vieppiù manifestata negli anni e, a fronte di legittime rivendicazioni di autonomia decisionale delle Magistrature, si è concretizzata nel recente progetto di modifica della LORD (la Legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti ndr), messo in circolazione dal Dipartimento delle istituzioni". Un progetto che non sembra piacere. "Come rilevato nelle relative risposte alla consultazione", si legge nel rendiconto, "questa riforma vorrebbe codificare un sistema che priverebbe di fatto le magistrature delle loro competenze quali autorità di nomina, trasformandole in mere esecutrici di decisioni dell’amministrazione, in chiara violazione del principio di separazione dei poteri”.

“È urgente un chiarimento a livello di Governo cantonale"

"In virtù di tale principio costituzionale e nel rispetto della chiara scelta operata dal Legislatore con la revisione della LORD, che ha voluto attribuire dal 1. agosto 2013 la funzione di Autorità di nomina alle Magistrature", per il Tribunale d'appello "si rende pertanto urgente un chiarimento a livello di Governo cantonale, subordinatamente una chiara codificazione delle competenze residue dell’amministrazione (e dei ruoli della Sezione delle risorse umane, rispettivamente della Divisione della giustizia) da parte del Parlamento". I rapporti improntati alla collaborazione, viene scritto, "non possono infatti prescindere dal rispetto dei ruoli, delle competenze e del quadro giuridico".

“Servono delle misure per alleggerire il carico"

La prima Camera civile "conferma una situazione di difficoltà, che non può essere ricondotta solo alle contingenze descritte nel rapporto del suo presidente. A fronte dell’impossibilità di ottenere il richiesto potenziamento degli effettivi dei giudici, andranno adottate altre misure per alleggerire il carico pendente. L’ulteriore unità di vicecancelliere messa temporaneamente a disposizione della terza Camera civile ha solo parzialmente mitigato la tendenza, in atto da anni, che prefigura difficoltà a emettere giudizi in tempi adeguati". Da anni, viene ancora spiegato, "la Corte di appello e di revisione penale segnala la preoccupazione per l’evoluzione in atto e richiede un aumento degli effettivi. L’entrata in materia non si è ancora tramutata in una proposta di potenziamento all’indirizzo del Parlamento. Come sopra accennato, la mancanza di un’aula per i dibattimenti sta mettendo in seria difficoltà la Corte e al momento non si intravvedono soluzioni adeguate e durature".