
Il bilancio del primo semestre, chiusosi con un mese di giugno che esibisce un ulteriore calo della disoccupazione, è "particolarmente soddisfacente" secondo quanto riportato dall'OCST, che pubblica un ampio rapporto sulla prima metà del 2015.
"Oltre alla contrazione in atto mese dopo mese da gennaio, a rallegrare è soprattutto la variazione rispetto allo scorso anno. Nei primi mesi del 2015 si è sempre registrato un tasso di disoccupazione inferiore al corrispondente mese dell’anno scorso. A fine giugno il tasso ammontava ad esempio al 3,3% mentre un anno fa si attestava al 3,7%. Motivo di soddisfazione è poi l’avvicinamento alla media nazionale. Mai come in questi mesi il divario rispetto al tasso di disoccupazione dell’intero Paese è risultato tanto contenuto. A fine giugno la differenza era ormai solo di 0,2 punti (il 3,3% rispetto al 3,1% della Svizzera) mentre l’anno scorso il divario raggiungeva ancora 0,8 punti ( 3,7% in Ticino e 2,9% in Svizzera a giugno).
Qualche motivo di prudenza
La traiettoria in atto è fonte di giustificata soddisfazione. Per un Cantone tradizionalmente segnato da un significativo tasso di disoccupazione e oltretutto esposto alla pressione occupazionale indotta dalla libera circolazione, i dati degli scorsi mesi non possono che essere salutati positivamente.
Ci sono tuttavia alcuni segnali e aspetti che non andrebbero ignorati. Tra questi:- l’evoluzione del lavoro ridotto che, pur rimanendo circoscritto, è sempre andato lievitando negli scorsi mesi;- la maggiore contrazione dei disoccupati presi in considerazione per il calcolo del tasso di disoccupazione rispetto a quella delle persone in cerca di impiego (che contempla anche coloro che sono inserite in misure di sostegno al collocamento o che sono in guadagno intermedio). Si produce un tasso di disoccupazione leggermente abbellito rispetto alla realtà;- gli annunci di licenziamento di frontalieri, che sono superiori a quelli registrati nel medesimo periodo dello scorso anno. In un contesto di ampia permeabilità tra i settori e di libertà di movimento della manodopera, quanto tocca i frontalieri potrebbe risucchiare anche i residenti;- i beneficiari di prestazioni dell’assistenza sociale che sono tuttora in aumento e che denotano possibili intrecci con la disoccupazione;- l’onda lunga delle modifiche apportate alla legge sull’assicurazione disoccupazione nel 2011, che hanno ridotto sensibilmente le prestazioni per i disoccupati scoraggiando un numero crescente di persone (soprattutto giovani) a fare capo agli Uffici di collocamento.
Un orizzonte particolarmente incerto
La soddisfazione è soprattutto intaccata dalle prospettive economiche generali. Con il notevole apprezzamento del franco rispetto all’euro, la situazione valutaria grava massicciamente sulle imprese e sull’economia. Il Ticino figura del resto tra le regioni maggiormente colpite dagli effetti della situazione valutaria. Ne subisce le ricadute a più titoli poiché:- regione a vocazione turistica e perciò meno attrattiva;- zona di confine direttamente esposta, nel commercio, alla concorrenza dei punti di vendita d’oltre frontiera;- area industriale le cui esportazioni verso l’Europa sono percentualmente superiori agli scambi della Svizzera con l’UE;- piazza finanziaria che subisce non solo l’effetto valutario ma anche le ricadute dell’accordo di doppia imposizione con l’Italia.
È perciò possibile che nei prossimi mesi le prospettive e l’andamento occupazionale si facciano più incerti e sfavorevoli. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) stima d’altronde che il tasso medio di disoccupazione tenderà a subire un aggravio.
Una fase nuova?
Un aspetto che merita parimenti attenzione è la coincidenza tra la riduzione della disoccupazione e la stasi o persino l’arretramento del numero di frontalieri occupati in Ticino.
In occasione delle ultime fasi di crisi economica, si era assistito al paradosso del contemporaneo e contrastante incremento sia del numero di disoccupati, sia del numero di frontalieri. Si era cioè prodotta una netta dissociazione tra l’evoluzione dell’occupazione e dei disoccupati. Negli scorsi mesi si è assistito ad un ribaltamento della situazione. Si è cioè prodotto un calo dei disoccupati in parallelo ad un’inversione di tendenza nell’afflusso di frontalieri.
Una auspicata analisi
L’evoluzione favorevole di questi mesi incita a identificarne e analizzarne la portata, la solidità e le caratteristiche. È infatti opportuno sondare le ragioni del migliorato quadro occupazionale per consolidarne i fattori di forza. Occorre che si identifichino e valutino in parallelo anche i punti di fragilità allo scopo di poterli ulteriormente comprimere.
L’OCST auspica perciò che la giustificata soddisfazione per la tendenza registrata negli scorsi mesi inciti ad un lavoro di analisi che non consegni la traiettoria degli ultimi mesi al campo delle coincidenze fortuite ma ne investighi la natura allo scopo di possibilmente convalidarla nel tempo."
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