
La SECO ha pubblicato oggi i dati della disoccupazione per il 2019. Fra leggeri alti e bassi, s’intuisce la diminuzione avvenuta nel corso di questi anni, una tendenza che si conferma anche per l'anno appena trascorso. Secondo i dati in un anno la disoccupazione svizzera è scesa dello 0.2%. In Ticino il tasso è passato dal 2,9% del 2018, al 2,8% dell’anno appena concluso. Oltre ai numeri ci sono le esperienze. Chi si occupa di inserimento professionale, come SOS Ticino, ne è confrontato quotidianamente e osserva situazioni individuali in cui la ricerca del lavoro s’intreccia con altre problematiche.
"Quello che posso riscontrare io" commenta Tatiana Lurati Grassi "rispetto a qualche anno fa, è che le persone arrivano da noi con problematiche legate sì alla perdita del lavoro ma anche d'altro tipo, per esempio di salute o altro. Credo che il mondo del lavoro ha creato anche un sacco di problemi che non sono ancora riconosciuti soprattutto a livello psichico ma anche fisico."
Dietro al dato quantitativo sulla disoccupazione, il migliore degli ultimi 10 anni, c’è la qualità del lavoro. E da questo punto di vista – secondo Tatiana Lurati Grassi – la tendenza è negativa: "A livello di qualità del lavoro c'è stato un peggioramento: un aumento dei ritmi, un aumento delle capacità richieste. Questo denota una maggior pressione che si riflette poi sulla salute della persone. C'è chi ha problemi di tipo psicologico, chi fa fatica a dormire, o chi ancora ha mal di testa o mal di stomaco...questo è un sintomo che credo la politica debba prendere in considerazione seriamente." Malati di lavoro quindi? "Malati di lavoro, sì. Rispetto a qualche anno fa ritengo sia un problema che vada affrontato".
Fra le risposte date dalla politica, in particolare al problema della disoccupazione, c’è l’obbligo di notifica dei posti di lavoro vacanti. Fino allo scorso anno, l’obbligo scattava nei settori in cui la disoccupazione supera l’8%, quest’anno la soglia è scesa al 5%: "Potrebbe avere un influsso. È pur vero che i dati confermano che, da quando c'è stato l'obbligo di notifica, anche in Canton Ticino si è assistito a un aumento dei posti notificati".
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