
Il 5 giugno si terrà nell’aula del Gran Consiglio la prima sessione parlamentare delle persone con disabilità, un anno dopo quella nazionale svoltasi a Berna. Un appuntamento storico, dove un Parlamento composto da circa 30 persone con disabilità avrà il compito di proporre soluzioni per migliorare la loro qualità di vita e la loro inclusione nella società, ma anche sensibilizzare la popolazione sul tema, sempre più al centro della politica. Ieri a Bellinzona, dove è stato lanciato l’evento - abbiamo incontrato Denise Carniel, membro della commissione della sessione parlamentare che si occuperà di scegliere i temi che verranno trattati durante la sessione.
Parlarne è importante, ma non basta
“Il parlarne aiuta al cambio di paradigma”, afferma Denise. “Ma il parlarne non è tutto, è solo una parte del tutto. L’informarsi e il conoscerci è un’altra parte ancora, così come conoscerci senza paura, andando oltre al pregiudizio. Sono quindi convinta che possiamo andare oltre la frase che ‘spaccare un pregiudizio è più complicato che spaccare un atomo’”.
Una giornata storica
Parlavamo di una giornata storica. Ma come si svolgerà, nel concreto? Una volta definiti i temi - che saranno poi discussi e votati durante la sessione – verrà scritta una risoluzione, in seguito indirizzata al parlamento. Ce lo ha spiegato il direttore del DSS Raffaele De Rosa. “Ovviamente non possiamo ancora esprimerci sui contenuti della risoluzione e su quanto verrà proposto e suggerito da questa sessione parlamentare. Quello che cambierà, sostanzialmente, è proprio il fatto di dare veramente l’occasione e l’opportunità a persone con disabilità di riunirsi in una sessione parlamentare e poter dibattere al loro interno, trovando anche diverse sensibilità e punti di vista. Dopodiché si procederà con una sintesi e poi si esporranno all’attenzione del Governo e del Parlamento i propri punti di vista”.
Un progetto più esteso
La sessione parlamentare si inserisce in un progetto ben più grande. Tra il 15 maggio e il 15 giugno andranno infatti in scena le giornate d’azione nazionali per i diritti delle persone con disabilità. “Io sono convinta che se ognuno di noi farà la sua parte, allora si riuscirà davvero a portare a casa qualcosa e ognuno di voi sarà una persona più tollerante, flessibile e migliore”, sostiene Denise. L’obiettivo è dunque consolidare questo momento e dare seguito a tutte queste iniziative che riguardano la disabilità. “Io spero che chi sarà il futuro o la futura presidente del Gran Consiglio riprenderà questo evento, magari non a scadenza annuale ma biennale”, dice l’attuale presidente del Gran Consiglio Nadia Ghisolfi, perché “continua sicuramente a ricordare un aspetto importante che è quello dell’inclusione. Forse un giorno non sarà più necessario perché sarà tutto perfetto, ma al momento attiviamoci e cerchiamo di migliorare le cose”. A prendere parola c’è stato anche Romolo Pignone, membro della Commissione della sessione parlamentare, spiegando che “buona parte degli interventi che verranno proposti riguarderanno anche altre fasce della popolazione, come gli anziani o ad altre fasce a cui non pensiamo mai”.

