
Il deputato MPS Matteo Pronzini torna alla carica sull’Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio (ABAD) con una nuova interrogazione che fa seguito a quella già inoltrata lo scorso 9 luglio (vedi articoli suggeriti). Secondo Pronzini, in sostanza, la direzione "invece che risolvere i problemi di malagestione lancia una caccia alle streghe ed obbliga il personale a sottoscrivere delle dichiarazioni di fedeltà".
"A seguito della interrogazione che ho inoltrato lo scorso 9 luglio relativa ai problemi di gestione del personale all’interno dell’Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio (ABAD) e come era facilmente prevedibile, visti gli antefatti, il direttore dell’ABAD ha lanciato una caccia alle streghe e sta imponendo la sottoscrizione di una dichiarazione di fedeltà in puro stile stalinista o da inquisizione che dir si voglia - esordisce Pronzini - O con me o contro di me: è questo l’ultimatum rivolto al personale ed al quale lo stesso è costretto ad adeguarsi attraverso la sottoscrizione della dichiarazione. Si tratta, evidentemente, di un’operazione un po’ infantile, seppur nella sua gravità, visti i numerosi rimproveri nella gestione del personale segnalati e che, dopo la interrogazione, continuano ad affluire".
"La gravità delle mancanze nella gestione dell’ABAD non potrà certo essere sanata con simili assurde iniziative, e non eviterà al direttore ed ai membri del comitato (che rappresentano i principali partiti della vecchia e nuova Bellinzona) di dover rispondere delle negligenze e della malagestione di questi ultimi dieci anni. Il direttore ed il comitato hanno perso l’occasione (forse l’ultima a loro disposizione) per dimostrare la loro buona volontà per cercare, una volta per tutte, di ripartire con metodi e logiche di gestione che mettano al centro la qualità delle cure e non la perpetuazione di atteggiamenti autoritari e dispotici".
Alla luce di queste considerazioni Pronzini pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:
1. È a conoscenza di queste ultime operazioni di pressione sul personale da parte del direttore e del comitato ABAD?
2. Se sì, cosa ha intrapreso, tramite la sua rappresentante nel comitato, per impedirle, visto che essi rappresentano una palese violazione dei diritti del personale, oltre che un atteggiamento eticamente e contrattualmente inaccettabile?
3. Se no, cosa intende fare, venutone a conoscenza, per tutelare la dignità del personale ABAD?
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