
Il Consiglio di Stato ha risposto alla seconda interrogazione (del 15 gennaio 2018) del deputato MPS Matteo Pronzini con cui lamentava “risposte insufficienti dal Governo” riguardo al concorso per un direttore aggiunto alla Divisione cultura del DECS (vedi articoli suggeriti).
“Il Consiglio ha già spiegate le ragioni per le quali è opportuno che la Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU) possa far capo ad un aggiunto/a di direzione, che nel frattempo è stato nominato - si legge nella risposta del Governo - L’atto qui in esame parte dal presupposto, errato, secondo cui la direttrice della DCSU non possa vantare sufficienti competenze gestionali e finanziarie. Un presupposto contestato, che oltretutto trascura che tra i compiti della direttrice vi sia il coordinamento e appoggio agli istituti culturali sul piano gestionale e finanziario, la pianificazione e l’accompagnamento del settore culturale e di quello universitario, nonché il coordinamento con l’Ufficio federale della cultura e le istituzioni di altri Cantoni”.
Per la posizione, messa a concorso sul Foglio ufficiale, si sono candidate 52 persone. Dopo una prima valutazione delle candidature sulla base dei documenti si è proceduto ad alcune audizioni dei candidati rimasti in liza. “Come d’uso per i capi Divisione, la valutazione finale per la selezione spettava al direttore del Dipartimento competente e al Consiglio di Stato”.
"Non corrisponde inoltre al vero" che la nuova direttrice della Divisione della cultura non disponesse, al momento dell’assunzione, di specifiche competenze gestionarie e finanziarie. “Provenendo dal mondo accademico, ha assunto negli anni compiti di gestione e coordinamento di progetti, anche dal punto di vista della gestione finanziaria, acquisendo competenze che le hanno permesso di esercitare fin da subito la nuova funzione”.
Pertanto, il Governo ha negato che a causa di questa presunte lacune si sia reso necessario il concorso di aggiunto/a al direttore. Tale figura, “si è resa opportuna per coadiuvare la Direttrice nella gestione degli aspetti amministrativi, finanziari e delle risorse umane della Divisione, i cui processi si stanno sempre più complessificando richiedendo costante attenzione su molti fronti, nonché nelle scelte di pianificazione culturale e universitaria cantonale, anche in coordinamento con realtà omologhe a livello federale e internazionale”.
Infine, “il precedente impiego della Direttrice della Divisione in qualità di responsabile della pagina culturale del Corriere del Ticino ha costituito uno degli elementi valutati, considerata la conoscenza puntuale della realtà culturale del territorio che l’incarico implicava”.
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