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La direttiva UE sulle armi? "Una limitazione ingiustificata"
La direttiva UE sulle armi? "Una limitazione ingiustificata"
La direttiva UE sulle armi? "Una limitazione ingiustificata"
Redazione
9 anni fa
Il commento del Consigliere nazionale PPD e presidente della FCTI Regazzi. "Disturba questa 'Salami-Taktik'..."

In Svizzera la direttiva dell'Unione europea sulle armi verrà applicata in modo pragmatico, sfruttando il margine di manovra disponibile per salvaguardare la tradizione elvetica in materia di tiro. Lo ha ribadito venerdì il Consiglio federale, specificando che la Confederazione adempierà i suoi obblighi di Stato Schengen trasponendo la direttiva europea nel proprio diritto (vedia rticolo suggerito). La direttiva, ricordiamo, costituisce uno sviluppo dell'Accordo di Schengen. Il mancato recepimento potrebbe comportare la cessazione dello stesso Accordo.

Una volta prosciolti dall'obbligo di prestare servizio militare, i cittadini potranno ancora tenere l'arma dell'esercito con il relativo caricatore da venti cartucce e continuare a utilizzarla per il tiro sportivo. Tuttavia, sarà necessario dimostrare di essere membri di una società di tiro e di esercitarlo con regolarità. Inoltre si è tenuti a fornire nuovamente l'una o l'altra prova a distanza di cinque o dieci anni.La Svizzera dispone ora di un periodo di quasi due anni (fino al 31 maggio 2019) per trasporre nel suo diritto le nuove regole della direttiva europea.

L'Esecutivo si avvarrà di questo periodo per elaborare un progetto legislativo che tenga conto della tradizione, ma Oltralpe le società di tiro sono già sul piede di guerra. Il consigliere nazionale UDC e presidente del tiratori bernesi Werner Salzmann ha già parlato di “un affronto” da parte dell’UE, intenzionata a “disarmare i cittadini onesti”.

"Purtroppo il Consiglio federale non ha per nulla utilizzato il margine di manovra a disposizione", ha dichiarato alla Berner Zeitung.

Ticinonews.ch ha contattato il Consigliere nazionale PPD e presidente della Federazione dei cacciatori ticinesi (FCTI) Fabio Regazzi per un commento.

Oltralpe i tiratori sono già ‘insorti’ contro questa direttiva europea. Lei come la giudica?"Prima di esprimere un giudizio definitivo aspetto di vedere il messaggio del Consiglio federale. Ci si basa su indicazioni generiche anche se appare chiaro che si va versso delle restrizioni rispetto a quello che è la situazione attuale. Nel 2011 c’è stata una votazione e il popolo ha respinto l'iniziativa che proponeva di rinunciare alla custodia delle armi di ordinanza in casa ("Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi", ndr). Ciò che disturba è la solita ‘Salami-Taktik’ con cui si va a limitare un diritto e una libertà concessa ai possessori di armi legalmente dichiarate. È una limitazione che ritengo ingiustificata, va a toccare una tradizione svizzera radicata che non ha dato problemi. E la sua efficacia è tutta da dimostrare”.

Nella direttiva si è rinunciato a parti più restrittive per i cacciatori. È una buona notizia?“Bisognerà capire cosa succede una volta che un cacciatore decide di non più staccare una licenza di caccia. Se venisse imposto un obbligo di restituzione dell’arma saremmo ovviamente contrari”.

E se scattasse invece l’obbligo di iscriversi a una società di tiratori?“In generale è qualcosa di inaccettabile. Doversi iscrivere a una società al termine dell’obbligo di leve non è compatibile con la tradizione svizzera”.

nic

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