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Ticino
La Destra bussa alla porta di Zali
La Destra bussa alla porta di Zali
La Destra bussa alla porta di Zali
Redazione
11 anni fa
Presentata una mozione, scritta da Siccardi, per chiedere che la tassa di collegamento sia finanziata dallo Stato

I deputati de La Destra, Paolo Pamini (primo firmatario, nella foto), Marco Chiesa, Lara Filippini, Sergio Morisoli e Gabriele Pinoja, hanno presentato oggi al Consiglio di Stato una mozione redatta dall'imprenditore Alberto Siccardi. Una novità, quella della Destra, che vuole offrire al cittadino ticinese l'opportunità di scrivere un atto parlamentare completo che i deputati inoltreranno poi in sede istituzionale.

La mozione odierna chiede in particolare di tenere conto nell'ambito dell'elaborazione della tassa di collegamento degli sforzi e dei costi sostenuti dalle aziende "virtuose".

Pamini e colleghi ricordano che già dall'ottobre 2013 "alcune industrie ticinesi hanno spontaneamente attuato delle misure per seguire concretamente i consigli che venivano dal Dipartimento del Territorio per quanto riguarda la diminuzione del traffico, sia frontaliero che locale. Molte altre hanno poi deciso di andare nella stessa direzione dopo il decreto del Dipartimento del Territorio dell’aprile 2014."

"Queste aziende si trovano oggi ad aver effettuato sforzi organizzativi non indifferenti, aver sostenuto e deciso di sostenere costi per centinaia di migliaia di franchi per organizzare car pooling, aree in territorio italiano prossime alla frontiera, acquisto di navette per il trasporto dei propri dipendenti da queste aree al posto di lavoro in Svizzera, impegni assunti con i vicini per dirottare il traffico lontano dalle loro case, impegni con i Comuni limitrofi per partecipare ai costi di costruzione di strade alternative per evitare disturbo al vicinato e all’ambiente" si legge nella mozione. "Questa imposta in discussione in relazione ai posteggi rimasti nelle aziende di cui sopra, tra l’altro inutile e ininfluente sulla regolazione del traffico così come è formulata, si aggiunge ingiustamente a quanto già speso dalle industrie che si sono organizzate autonomamente."

"Qualunque piano di trasporto si voglia, fra l’altro, configurare e realizzare sul territorio, richiederà anni prima che entri in funzione e porti quei benefici che si prefigge. Nel breve termine quindi le aziende pagherebbero l’imposta sui parcheggi ma nulla cambierebbe nel traffico rispetto alla situazione attuale, a meno che non siano indotte più aziende a conformarsi da subito alle esigenze dell’ambiente" aggiungono i deputati de La Destra.

I quali chiedono pertanto al Consiglio di Stato di considerare che "nel breve termine le aziende che si muovono spontaneamente e concretamente per il miglioramento del traffico e dell’ambiente possano detrarre tali costi da quelli legati ai parcheggi aziendali se, malauguratamente, si decidesse di istituirli."

E che il nuovo piano di mobilità, "quando fosse stabilito e approvato, trovi il suo finanziamento nelle casse dello Stato. Infatti, proprio le aziende, che producono oltre il 20% del PIL cantonale, non sono le sole responsabili dell’aumento del traffico, bensì creano un gettito fiscale imponente per il Cantone."

La Destra suggerisce pertanto "che non si infierisca su di esse, da una parte limitando i posteggi e imponendo comportamenti virtuosi, e dall’altro le si punisca creando nuove imposte sui loro parcheggi, posti su un suolo privato di loro proprietà."

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