
Lo studio sull’aggregazione del Locarnese fa discutere. E tanto. Ora un gruppo di cittadini e politici del Locarnese ha preso posizione sul sondaggio inviato giorni fa dal Cantone a 5500 cittadini sul tema dell’aggregazione. Il sondaggio che però dovrebbe essere anonimo, di fatto non lo è, afferma il gruppo formato da Luca Allidi, Manuela Bacchi Pini, Michele Barra, Maurizio Checchi, Giancarlo Cotti, Fiorenzo Cotti, Raffaello Duca, Francesco Ressiga Vacchini, Giacomo Sciaroni, Stefano Steiger e Giancarlo Vacchini. “Dopo aver letto il testo del formulario – scrive il gruppo in una nota stampa - non possiamo però non sottolineare un fatto che la dice lunga sulla serietà dell’intera operazione. Il sondaggio che il Cantone continua a definire anonimo non è anonimo per nulla!”. E questo perché “i formulari sono numerati e nella lettera accompagnatoria si afferma candidamente che coloro che non risponderanno verranno richiamati (per lettera o per telefono?). Alla faccia della privacy e della libertà dei cittadini: che è anche la libertà di non essere interessati al tema del sondaggio, di non avere un’opinione, di non volerla esprimere se non in modo anonimo, e persino di decidere di gettare il tutto nel cestino della carta. In democrazia, anche una non risposta è una risposta. È in ogni caso un dato significativo di cui bisogna tenere conto. Di questo passo dovremo attenderci che il Cantone ci obbligherà un giorno a dire in un sondaggio per quale partito o per quale candidato votiamo e ci telefonerà a casa se non gli rispondiamo subito! Il tutto a nostre spese…”.
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