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Lugano
«La demolizione dell'ex Macello non poteva essere evitata»
© CdT / Chiara Zocchetti
© CdT / Chiara Zocchetti
Redazione
4 ore fa
È quanto emerge dalla perizia disposta per capire se si sarebbe potuto evitare l’abbattimento dell’edificio

Non c'erano alternative alla demolizione dell'ex Macello a Lugano, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2021. È quanto emerge dalla perizia disposta per capire se si sarebbe potuto evitare l’abbattimento dell’edificio consegnata al procuratore generale Andrea Pagani. A darne notizia è la RSI. Non era cioè possibile prevedere misure meno incisive e provvisorie con le quali impedire agli autogestiti di rioccupare la struttura.

Gli interventi provvisori (come, ad esempio, murare le finestre) non sarebbero stati sufficienti, recita il rapporto affidato a un ingegnere. Si sarebbe dovuto procedere con lavori importanti, che in quanto tali avrebbero richiesto però l’ottenimento di una licenza edilizia e, di conseguenza, tempi di realizzazione molto più lunghi, incompatibili con le circostanze.

Si aggiunge quindi un nuovo tassello all'inchiesta penale sulla demolizione dell’ex Macello, ormai giunta alle battute finali. Terminati gli ultimi accertamenti, infatti, Pagani chiuderà le indagini ed emetterà la sua decisione. Due le persone sul banco degli imputati: il vicecomandante della polizia cantonale Lorenzo Hutter e la municipale Karin Valenzano Rossi. Per loro si ipotizzano i reati di abuso di autorità, violazione delle regole dell’arte edilizia, infrazione alla legge federale sulla protezione dell’ambiente e danneggiamento.