“La cultura senza pubblico non può esistere”
Si torna in scena: da settembre le esibizioni musicali dell’Osi potranno finalmente godere del proprio pubblico fino ad oggi limitato a causa della pandemia
Redazione
“La cultura senza pubblico non può esistere”

Dopo lunghi mesi a porte chiuse, da settembre le esibizioni musicali dell’Orchestra della Svizzera Italiana potranno finalmente godere del proprio pubblico, fino ad ora limitato all’ascolto in radio o alla visione di concerti in streaming. Un sospiro di sollievo non solo per l’Orchestra, ma anche per la cultura e i suoi appassionati. “Non vediamo l’ora di suonare dal vivo, mi aspetto anche un passo avanti degli artisti”, ha commentato Christian Weidmann, nuovo direttore artistico-amministrativo dell’OSI.

Prossimo passo che si traduce nella ricerca di nuovi spazi, diversi dalle classiche sale da concerto o teatrali, con l’obiettivo di creare e proporre un contenuto diverso dal solito. “Siamo in contatto con il Vanilla di Riazzino per raggiungere i giovani e una zona geografica nuova, questo è il mio obiettivo”, ha aggiunto Weidmann.

Viver di e per la cultura: è quello che fa il complesso OSI, ma non solo. Durante la pandemia si è sviluppata in ognuno di noi una nuova consapevolezza su questo mondo, nata dalla mancanza assoluta di fruizione diretta di cultura che ci ha fatti rendere conto dell’importanza che questa ha nelle nostre vite. “L’OSI si sta dando da fare, sono molte le iniziative e credo che a livello generale stia godendo di un apprezzamento del pubblico sempre maggiore”, ha detto Roberto Badaracco, Capo Dicastero Cultura, sport ed eventi. “Il pubblico da 15 mesi non può assistere a offerte di questo tipo e credo che sia estremamente importante che questo accada perché la cultura senza pubblico non può esistere”, ha concluso il presidente del Consiglio di Stato e direttore del DECS Manuele Bertoli.

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