
Intervenuta venerdì scorso in occasione dell’inaugurazione della mostra di arte aborigena contemporanea Dhukarr, Giovanna Masoni ha utilizzato questo slogan per descrivere le sue aspettative nel campo della cultura e promuoverne le future attività.
Un campo in pieno movimento all’interno del processo di trasformazione della Città di Lugano. Le linee del passaggio da Comune a realtà urbana sono state tracciate, anche se gli obiettivi “necessitano di percorsi che vanno adattati alle esigenze e agli ostacoli”.
Giovanna Masoni ha voluto soffermarsi in particolar modo sulla difficile situazione finanziaria della Città e sull’evoluzione del settore culturale.
“La Lugano fiorente in ambito economico è cambiata: questa situazione ha comportato delle difficoltà e dei sacrifici. Difficoltà che non hanno risparmiato nemmeno il settore culturale di Lugano: un settore in piena trasformazione, inizialmente fatto di enti pubblici che ora si sono trasformati in enti pubblico-privati.”
Il Vicesindaco ha pure approfondito il tema dell’occupazione giovanile. “L’idea di lavorare con i giovani, le scuole e gli artisti locali è sempre presente. I bambini e i ragazzi rappresentano il futuro della Città: il lavoro con la gioventù in campo culturale è fondamentale”.
“La divulgazione della cultura rappresenta una priorità: la Città è intenzionata a investire nei progetti legati alla cultura, perché sviluppano nuove professionalità creative.”
Progetti che però vengono ostacolati dall’attuale bolla speculativa immobiliare. “Tra i miei progetti più lontani vorrei avere più depositi per le collezioni private e atelier per artisti privati. Questo è diventato difficile a causa del mercato immobiliare, ma ci arriveremo.”
Non poteva mancare un riferimento al LAC, il nuovo polo culturale al centro di numerosi dibattiti. “Il LAC costituisce una struttura di base: fornisce gli spazi necessari per il museo d’arte e la musica classica.”
Masoni conclude con un invito a formarsi nel movimento culturale. “La Città punta molto sui settori culturali e ne avrà un doppio beneficio: economico e ideale. La cultura non crea solamente lavoro e attività per i turisti. È il nostro strumento per distinguere il buono dal cattivo, perché insieme alla formazione fornisce un criterio di giudizio applicabile anche in campo politico.”
M.F
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