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La 'Croisette luganese' divide la politica
La 'Croisette luganese' divide la politica
La 'Croisette luganese' divide la politica
Redazione
8 anni fa
I pareri sull'idea di Alessio Petralli sono spesso discordanti, ma c'è chi rilancia con altre idee

L'idea, o meglio il sogno, del presidente della Fondazione Möbius Lugano Alessio Petralli di creare una spiaggia in sabbia o ghiaia dalla foce del Cassarate fino al LAC, già definito da alcuni "Croisette luganese," è già stata accolta con pareri 'incoraggianti' da ingegneri, geologi, urbanisti, ambientalisti e architetti e ha fatto molto discutere cittadini e politici.

I pareri, come spesso accade, sono contrastanti. Nella giornata di ieri il consigliere comunale UDSC Tiziano Galeazzi aveva rilevato che vi fossero bena altre priorità "rispetto ai giochi con la sabbia". D’altro canto il sindaco Marco Borradori ha riconosciuto la validità della proposta di Petralli e ha posto l'accento sull'importanza del lungolago cittadino. “Tutti apprezziamo il fatto che a Lugano ci sia il lago, ma la mia impressione è che non riusciamo a viverlo al 100% anche a causa della strada molto trafficata che lo costeggia”, aveva dichiarato ai microfoni di TeleTicino.

Il consigliere comunale PPD Giovanni Albertini l’ha invece ritenuta “una base per valorizzare il lungolago” e ha rilanciato con altre idee (raddoppiare il lungolago, creare delle zone spiaggia, delle zone innovative con giochi d'acqua e postazioni relax con installazioni urbane stile Malgrate).

“Troviamo il coraggio di realizzare dei sogni, di trasformare le visioni in realtà. L’abbiamo fatto in passato, possiamo farlo anche oggi!”, ha invece postati ieri sera l’ex direttore di Ticino Turismo (e candidato PPD al Consiglio di Stato) Elia Frapolli.

Restando in riva al Ceresio, il municipale leghista Lorenzo Quadri ritiene che si possa “anche evitare di stravolgere il nostro bellissimo golfo. La Croisette la lasciamo a Cannes”.

Quadri ha poi rilanciato con alcune idee: “Però, se vogliamo restare sul realistico, si potrebbe tentare di piazzare (demanio permettendo) un paio di piattaforme-terrazze sull'acqua, simili a quella che reggeva il San Carlino, dotate di bar da poi mettere a concorso. Andrebbero poi ripristinate, per lo meno a titolo provvisorio, le fontane sul lago. Quelle vecchie e famose erano, alla fine, dei semplici getti d'acqua con luci colorate”.

“Visto che nel frattempo la tecnologia un qualche passetto avanti l'ha fatto, nell'anno di grazia 2019 dovrebbe pur essere possibile piazzare delle analoghe "pompe" in tempi brevi e con poca spesa, senza dover attendere chissà quali sistemazioni definitive del Lungolago: perché, intanto che si aspetta che le bocce siano ferme, gli anni passano, le mamme imbiancano e i turisti partono. Quando poi ci sarà la sistemazione definitiva del Lungolago, si potrà rivedere tutto il concetto su tale base”.

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