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Ticino
'La crisi interna al PLRT destabilizza la politica cantonale'
Redazione
17 anni fa
E' l’opinione, unanime, degli altri presidenti di partito ticinesi: Bignasca, Bertoli, Jelmini e Rusconi

Leghisti, democentristi, socialisti e popolari democratici - stavolta - si ritrovano d’accordo su una stessa questione. E cioè che il lungo scontro all’interno del PLR sta destabilizzando la politica cantonale. Lo confermano le voci espresse dai presidenti di partito ticinesi che ha raccolto il domenicale "il Caffè". “Ci hanno messo di meno gli americani ad eleggere Obama che non il PLR a trovare un nuovo presidente” commenta Giuliano Bignasca. “Finché litigano tra loro per noi è meglio. Purtroppo la guerra per bande e lo scontro generazionale nel Plr sono un problema per tutti, perché stanno ingabbiando la politica del Cantone e quella di Lugano” aggiunge il presidente leghista. Anche il presidente socialista Manuele Bertoli è della stessa opinione: “Trattandosi del partito di maggioranza relativa è chiaro che tutto ciò rappresenta un elemento di distabilizzazione e di confusione. Ormai non si riesce nemmeno più a capire bene quali siano rapporti interni nel PLR. Sarà davvero arduo trovare un presidente che sia gradito a tutti”.Giovanni Jelmini, presidente PPD, ci scherza su: “Quasi, quasi mi candido io. Scherzi a parte, vedo che il PLR cerca di compattarsi solo attaccando il nostro partito, mentre dovrebbe pensare a risolvere una volta per tutti i suoi pasticci e bisticci interni, che stanno penalizzando pesantemente la politica cantonale”.“È solo una lotta interna di potere, poco responsabile, per un partito di questo peso, verso il Paese che ha ben altri problemi”ribadisce il presidente UDC Pierre Rusconi. “È inevitabile che i dissidi nel PLR si riflettano sulla politica cantonale e comunale” ha aggiunto.

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