
Anche in Ticino si seguono con attenzione gli sviluppi della crisi del Governo italiano. In particolare i frontalieri sono in apprensione, perché la possibile rottura definitiva tra Lega e 5 Stelle farà inevitabilmente slittare la possibile soluzione allo stop delle targhe estere, che impedisce ai frontalieri di utilizzare, anche se solo per lavoro, veicoli con targhe svizzere.
Il Decreto sicurezza, diventato legge dello Stato il 1 dicembre scorso, prevede infatti il sequestro del veicolo e sanzioni che vanno dai 712 ai 2848 euro per chi viene fermato in Italia alla guida di auto o altri mezzi di servizio con targhe svizzere o estere. Gli emendamenti presentati alla Camera al decreto sicurezza bis, ricordiamo, sono stati dichiarati inammissibili lo scorso luglio e il provvedimento in materia di codice della strada, calendarizzato nelle scorse settimane, è slittato a settembre. E la crisi di governo rischia di complicare ulteriormente le cose.
Roberto Parodi, Segretario dell'Associazione Frontalieri di Ventimiglia, spiega a SanMarinoTv: “Finora da noi c'è stata tolleranza su multe e confische ma di fatto siamo fuorilegge in Italia, se guidiamo mezzi con targa monegasca, per lavoro o semplicemente per tornare a casa. E in caso di incidente tutto si complica”.
Ad oggi, l'unica soluzione per non incorrere in sanzioni è quella di tenere a portata di mano una documentazione ufficiale che attesti l’effettiva residenza estera del proprietario-conducente.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

