
È stato presentato questa mattina a Bellinzona un progetto pilota per coinvolgere maggiormente il Consiglio comunale e i cittadini nelle decisioni politiche. L’obiettivo? Ottimizzare le risorse, ma anche evitare troppe opposizioni. “Le aspettative nei confronti dell’ente pubblico sono sempre più alte, ma le risorse disponibili stanno sempre più stagnando”, ha affermato il consigliere di Stato Norman Gobbi durante la presentazione del progetto.
Una riflessione sul futuro
Il contesto attuale ha imposto una riflessione sul domani dei comuni ticinesi, che si è tradotta appunto nel progetto presentato stamane e intitolato “Buon Governo”. Una prima a livello svizzero, che attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi. Basandosi sulla democrazia diretta che regge il sistema federalista svizzero, i cittadini sono infatti coinvolti attivamente nelle fasi del “Buon governo” in modo da costruire un concetto condiviso e quindi accettato. “Coinvolgere i cittadini significa renderli responsabili e consapevoli, diventano quindi attori di quelle realizzazioni che andranno fatte”, commenta a Ticinonews Marzio Della Santa, Capo Sezione degli Enti locali. “Questo significa migliorare i beni e i servizi alla cittadinanza, ma anche garantire un sostegno politico, che serve a Municipio e Consiglio comunale per arrivare a concretizzare progetti”.
Evitare opposizioni e referendum
In questo modo si evitano così opposizioni e referendum che, è stato detto, troppo spesso bloccano la progettualità. Tre gli strumenti che verranno utilizzati: il piano di sviluppo del comune, il portfolio delle politiche e il rendiconto annuale integrato (che andrà a sostituire il preventivo e il consuntivo attuali, portando sì degli elementi finanziari, ma anche un risultato e obiettivi politici).
Due comuni sperimentano il progetto pilota
Due sono i comuni che saranno coinvolti nel progetto pilota e che potranno adottare nuove modalità di lavoro: Tresa e Faido. In questo contesto la Sezione degli enti locali assume un ruolo di consulente nei confronti dei Comuni. “Faido e Tresa saranno chiamati a definire quello che è il loro piano di sviluppo, quindi definire una visione come comune e comunità”, spiega ancora Della Santa. “Poi definire le azioni da realizzare durante la legislatura di riferimento. Da questo poi dipenderà la realizzazione di progetti concreti, volti a fare dei passi nella direzione auspicata, senza disperdere energie a destra e a sinistra”.
I sindaci pronti per la sfida
Durante il recente processo aggregativo Tresa si è per esempio posto l’obiettivo di diventare il comune delle famiglie e del tempo libero. Il sindaco Piero Marchesi parte quindi entusiasta: “Nel coinvolgere la popolazione e il consiglio comunale di domani si superano diversi scalini, tra cui l’informazione e gli obiettivi condivisi”. A fargli eco Corrado Nastasi, sindaco di Faido: “Non sarà semplice riavvicinare la politica al cittadino. Ma crediamo che con un modello preciso e qualcuno che ci fa da “coach” si possa raggiungere un gran risultato”. Le esperienze dei due comuni dureranno per tutta la legislatura 2021-2024, al termine della quale si stilerà un bilancio. Le conclusioni saranno poi inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà avvio prossimamente.
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