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Ticino
"La CORSI è proprio inutile"
"La CORSI è proprio inutile"
"La CORSI è proprio inutile"
Redazione
10 anni fa
Da ex membro, Franco Celio sostiene che l'ente così com'è oggi non serve a nulla. "Occorre trovare alternative"

Il deputato Franco Celio torna oggi a criticare la Società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana (CORSI), ribadendo che a suo dire si tratta di "un ente proprio inutile".

In un articolo pubblicato sul Corriere del Ticino che fa seguito a uno scontro a distanza con l'ex presidente socialista Anna Biscossa sul ruolo della CORSI, Celio sottolinea "l'inutilità di quegli organismi di rappresentanza - Consiglio regionale e Consiglio del pubblico, come pure l'assemblea dei soci - che conosco per esperienza diretta."

Celio è infatti stato dal 2000 al 2015 membro del Consiglio regionale e poi del Consiglio del pubblico della CORSI.

"Il Consiglio regionale, quando ne facevo parte, veniva convocato tre volte all'anno - ora sembra che siano solo due - essenzialmente per ascoltare lunghe relazioni su palinsesti, indici d'ascolto, nuove trasmissioni e accorgimenti per fidelizzare il pubblico" scrive il deputato PLR. "Il Consiglio del pubblico si riuniva invece più spesso (circa una volta al mese), per discutere dei programmi: compito sicuramente più interessante. Anch'esso ha però un ruolo puramente consultivo e scarsamente considerato."

"Quale sia l'attenzione riservata alle sue osservazioni e critiche sui temi più svariati (ad esempio dal dilagare dell'inglese alle troppo frequenti interviste a consiglieri di Stato) lo si può constatare ogni giorno" prosegue Celio. "Significativo è pure un caso abbastanza recente (2014), in cui erano sorte serie divergenze tra il Consiglio di pubblico medesimo - unanime - e la direzione, sul modo di informare sui processi penali. Ebbene, quando qualcuno chiese di discutere di tali divergenze, il direttore rispose più o meno testualmente: "C'è poco da discutere. Voi la pensate così, io la penso cosà". In altre parole: voi potete dire quello che volete, noi facciamo quello che vogliamo. Il che, vis-à-vis di un organismo eletto dall'assemblea dei soci - teoricamente proprietari dell'azienda - non è proprio il massimo."

Celio infine ribadisce di non voler mettere in dubbio l'importanza della RSI per il Cantone, ma sostiene che "un'azienda para-pubblica, che gestisce centinaia di milioni di franchi, dovrebbe sottostare a un pur minimo controllo democratico."

"E siccome oggi la CORSI non è in grado di assicurarlo, occorre trovare altre soluzioni" conclude Celio. "Quali? Non tocca naturalmente a me indicarle. Tocca invece a tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di queste cose."

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