
L'accordo fiscale tra Svizzera e Italia penalizza finanziariamente il Ticino, che deve quindi chiedere alla Confederazione dei risarcimenti.
È quanto sostiene il deputato PLR Franco Celio, che ha inoltrato quest'oggi una mozione in tal senso, corredata pure dalle firme dei colleghi Roberto Badaracco, Bixio Caprara, Samuele Cavadini, Giorgio Galusero, Lorenzo Orsi e Stefano Steiger.
Celio ricorda che l'accordo firmato a Milano prevede di applicare ai frontalieri per il calcolo dell’imposta comunale, il moltiplicatore medio (pari a circa il 78%), anziché quello del 100% deciso recentemente dal Legislativo cantonale. L'intesa prevede pure la decadenza dell’accordo medesimo, qualora la Confederazione dovesse applicare l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa” in modo sgradito alla controparte. In tal caso tornerebbe in vigore il precedente accordo italo-svizzero del 1974.
Secondo il deputato PLR "la Confederazione non ha alcuna competenza per sindacare sulla giustezza o meno di scelte effettuate dai Cantoni nell’ambito di questioni di loro pertinenza, per cui la clausola sopraccitata relativa alle imposte dei frontalieri - oltre ad essere di dubbia legittimità - causerebbe al nostro Cantone perdite fiscali dell’ordine di diversi milioni di franchi all’anno."
"L’accordo del 1974, qualora tornasse in vigore, imporrebbe al nostro Cantone di continuare a riversare ai Comuni italiani di frontiera il 38,8% delle imposte incassate dai frontalieri, ovvero una percentuale molto più elevata di quella che gli altri Cantoni di frontiera sono tenuti a riversare ai rispettivi Stati confinanti (Francia, Germania, Austria)" aggiunge Celio.
"Appare evidente che il citato accordo - fosse anche positivo sotto altri spetti, o utile da un punto di vista dell’interesse nazionale – creerebbe al Ticino, per i motivi detti, seri problemi" scrive ancora Celio nella sua mozione. "E’ dunque lecito chiedersi se, in vista dell’eventuale ratifica di detta convenzione da parte del Parlamento federale, non sia il caso di avanzare precise richieste di risarcimento nei confronti della Confederazione."
Più precisamente Celio chiede al Consiglio di Stato di attivarsi per chiedere alla Confederazione il versamento al Cantone della differenza fra il 78% e il 100% del moltiplicatore d’imposta comunale o, in alternativa, il versamento, sempre al Cantone, della differenza fra il 38,% delle imposte incassate dai frontalieri che il Ticino deve riversare ai Comuni italiani di frontiera e il rimborso medio dovuto dagli altri Cantoni di frontiera ai rispettivi Stati confinanti.
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