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Ticino
La COMCO richiama il Ticino
La COMCO richiama il Ticino
La COMCO richiama il Ticino
Redazione
10 anni fa
Secondo la Commissione della concorrenza, il Ticino e altri due cantoni non rispettano la legge sul mercato interno

L'accesso a determinati mercati - servizi di sicurezza privati, ristorazione, accoglienza di minori, artigianato, fiduciari, architetti e ingegneri, costruzione - è ancora ristretto da normative cantonali nei cantoni di Berna, Vaud e Ticino. Lo afferma un'inchiesta della Commissione della concorrenza (COMCO).

L'indagine in questi tre cantoni aveva lo scopo di verificare se la prassi amministrativa delle autorità cantonali rispetta le esigenze della legge federale sul mercato interno (LMI) relative all'autorizzazione di accesso da parte di offerenti extracantonali.

È emerso che la libera circolazione intercantonale nel settore delle professioni sanitarie funziona bene. Per contro, i tre Cantoni non applicano in modo coerente la LMI in vari settori. Differenze normative conducono a restrizioni, impedendo il cambiamento di cantone e l'esercizio di un'attività lucrativa in tutta la Svizzera.

La LMI garantisce ad ogni impresa o indipendente che dispone di un'autorizzazione rilasciata da un Cantone di esercitare la propria attività lucrativa su tutto il territorio della Confederazione, rileva la COIMCO. L'accesso al mercato "non può essere ristretto o impedito da una normativa cantonale o comunale".

Le domande presentate da offerenti extracantonali devono essere esaminate nel quadro di una procedura "semplice, rapida e gratuita".

La COMCO ha perciò emesso delle raccomandazioni ai Cantoni perché rendano conformi le procedure di accesso al mercato. Queste raccomandazioni non sono vincolanti. Le persone interessate e la COMCO possono tuttavia ricorrere in casi concreti contro le decisioni di autorizzazione rilasciate dai Cantoni, qualora queste violino la LMI.

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