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La clausola ticinese? "Interessante"
La clausola ticinese? "Interessante"
La clausola ticinese? "Interessante"
Redazione
10 anni fa
Il presidente del Consiglio di Stato di San Gallo apre alla proposta del Ticino. Ma altri Cantoni sono più scettici

Incassa un primo sostegno il modello di applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa presentato ieri a Berna da una delegazione del Canton Ticino.

Un modello definito "bottom up", che prevede misure mirate a livello settoriale e regionale anziché un'imposizione dall'alto.

Proprio questo aspetto piace al presidente del Consiglio di Stato di San Gallo, Benedikt Würth (nella foto), il quale ha dichiarato al Tages Anzeiger di ritenere il modello ticinese "interessante".

Würth ha dichiarato di apprezzare in particolare "la regionalizzazione del mercato del lavoro" e di considerare la proposta ticinese "un modello migliore di discussione con l'Europa rispetto alla proposta del Consiglio federale, basata su una clausola di salvaguardia calcolata essenzialmente su criteri quantitativi."

"Se vogliamo conservare i bilaterali, abbiamo bisogno di un nuovo approccio", che la proposta ticinese potrebbe fornire, secondo Würth, il quale ritiene in ogni caso che alcuni aspetti andrebbero ancora approfonditi.

Più fredda l'accoglienza riservata al modello "bottom up" dal direttore del Dipartimento dell'economia del Canton Ginevra, Pierre Maudet, il quale proprio ieri mattina ha incontrato il suo omologo Christian Vitta.

Maudet, intervistato dal Corriere del Ticino, afferma di considerare il modello ticinese "molto svizzero", perché federalista, ma anche piuttosto "rigido e a priva vista complicato da applicare".

Inoltre il consigliere di Stato ginevrino esprime dubbi sulla sua compatibilità con gli Accordi bilaterali, che egli vuole a tutti i costi mantenere.

Discorso simile per il presidente della Conferenza dei Governi cantonali, il consigliere di Stato vallesano Jean-Michel Cina, secondo cui "l'obiettivo principale dei Cantoni è il mantenimento della via bilaterale."

"Non ha senso" costringere le Camere federali a prendere ora delle decisioni "che potrebbero compromettere le trattative con l'Unione europea."

La proposta ticinese andrà in ogni caso ancora studiata dai colleghi degli altri Cantoni, che molto probabilmente non ne hanno ancora avuto il tempo. Il consigliere di Stato ticinese Christian Vitta ribadisce infatti che il modello ticinese è "l’unico sufficientemente concreto per poter fungere da base per un accordo con l’UE e permettere così un’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, come pure il mantenimento degli accordi bilaterali."

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