
Il Ticino è pronto a fare la sua parte e a sensibilizzare, ancora di più Berna sul mercato del lavoro a Sud delle Alpi. Tra meno di una settimana la "clausola di salvaguardia" commissionata dal Governo al Politecnico di Zurigo approderà in Consiglio di Stato. La clausola che ha l’obiettivo di proteggere la manodopera indigena, verrà adottata per interventi mirati e temporanei e sarà un modello compatibile con l’accordo di libera circolazione con l’Unione Europea.
Lo studio come detto dapprima sarà presentato ai ministri dal professor Michael Ambühl, e in seguito, il 9 febbraio - data simbolica della votazione contro l’immigrazione di massa - verrà svelato anche alla popolazione.
Terrà conto del mercato del lavoro ticinese, che verrà analizzato a livello di settori e di regioni. Se un settore o una regione si trova sotto pressione può far scattare la clausola che prevede dei meccansimi di protezione, ci spiega il direttore del Dipartimento delle finanze ed economia Christian Vitta. Dopo la presentazione in Governo e alla stampa, la clausola riapproderà a Berna, dove negli ultimi mesi, ha raccolto molti consensi tra gli addetti ai lavori. L’obiettivo del Ticino spiega Vitta è quello di presentare un modello che la Confederazione possa prendere in considerazione nell’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa.
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Christian Fini
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