
Gli animi si sono decisamente surriscaldati oggi in Gran Consiglio quando si è discusso dell'interpellanza della deputata Nadia Ghisolfi (PPD) sulla volontà del Governo di creare una Città dei mestieri a Giubiasco, con l'acquisto di uno stabile per 12 milioni.
"Per quanto concerne la costruzione dello stabile pare che qui vi siano gli estremi per una denuncia per la violazione sulle commesse pubbliche" ha tuonato la deputata PPD, secondo cui la decisione del Governo di rilevare parte dell'infrastruttura per insediarvi la città dei mestieri, una sorta di sportello per la formazione professionale e continua, è una palese violazione della legge sulle commesse pubbliche. Uno perché quando il Consiglio di Stato intraprese la ricerca di uno spazio idoneo non fu previsto un concorso pubblico. Due perché per la deputata PPD e cofirmatari il palazzo in questione, di proprietà di privati e di cui il Governo intende acquistarne appunto una parte per 12 milioni, sarebbe stato costruito ad hoc.
Pronta la replica del ministro Christian Vitta, il quale ha spiegato che l'operazione è stata seguita dai servizi giuridici del Consiglio di Stato. "Non vi è inoltre nessun obbligo di bandire un concorso pubblico per l'acquisto di uno stabile" ha chiosato in aula, sottolineando come l'ubicazione individuata sia ottimale anche per la vicinanza con la stazione.
Un botta e risposta che ha dato il via a un dibattito acceso con il PPD e altri parlamentari che avrebbero voluto affrontare il tema con una discussione generale. Proposta però respinta dalla maggioranza del Parlamento, anche perché la richiesta di credito in questione sarà discussa con tutto il messaggio in una delle prossime sedute. Sarà dunque il Gran Consiglio ad avere l'ultima parola sull'acquisto.
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