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Ticino
“La chiusura delle biblioteche è ingiusta”
Lugano, 2 agosto 2019 - Biblioteca Salita dei Frati (FOTO CHIARA ZOCCHETTI)
Lugano, 2 agosto 2019 - Biblioteca Salita dei Frati (FOTO CHIARA ZOCCHETTI)
Filippo Suessli
6 anni fa
La Gioventù Comunista si scaglia contro la decisione del Consiglio federale: “Si penalizzano soprattutto gli studenti senza mezzi”

Tra le strutture che ieri il Consiglio federale ha deciso di chiudere ci sono anche le biblioteche. Una decisione che non piace alla Gioventù Comunista. La sezione giovanile del partito, infatti, in un comunicato esprime la propria incomprensione. “Le mascherine sono obbligatorie e le distanze possono essere facilmente rispettate”, per questo la decisione risulta loro “incomprensibile e ingiusta”.

Tempo di esami

Gennaio, sottolineano, è periodo di esami per gli studenti universitari e “le biblioteche sono un servizio fondamentale per moltissimi di loro. Questo perché non tutti gli studenti, e ciò vale in particolar modo per quelli provenienti da famiglie meno agiate, vivono in condizioni favorevoli allo studio e all’apprendimento. Chiudere le biblioteche può dunque risultare altamente problematico per questi studenti, che già si trovano confrontati con le condizioni avverse dell’insegnamento a distanza e degli esami online, misure che a loro volta favoriscono la selezione sociale. Insomma, le biblioteche non sono un banale deposito di libri, bensì un vero e proprio luogo di studio che sopperisce alle mancanze di quegli studenti che non hanno il privilegio di vivere in case spaziose e non hanno a disposizione il materiale necessario”, si legge nel comunicato.

Occasione di guadagno

Ma non è solo nello studio il problema: “Le biblioteche, ma anche le strutture per la cultura come i musei, sono spesso e volentieri una fonte di guadagno per molti studenti che necessitano di un lavoro per potersi permettere gli studi. Privare questi studenti di tali risorse economiche comporta quindi ancora una maggiore selezione sociale e una maggiore precarizzazione dei giovani, la quale è già vertiginosamente in crescita e accelerata dagli effetti della pandemia sul nostro sistema economico”. “La Gioventù Comunista deplora dunque questa mancanza di sensibilità sociale nei confronti degli studenti e si augura che strutture come biblioteche, ma anche aule studio e simili, vengano messe a disposizione almeno degli studenti e del personale universitario anche nel corso del prossimo mese, come fatto ad esempio nel Canton Ginevra durante le recenti chiusure delle biblioteche”. Si chiede infine che siano indennizzati quegli studenti che in questi luoghi lavorano.

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