
Ritardi, disservizi, treni soppressi e fermate saltate. Le FFS negli ultimi mesi sono state spesso protagoniste del malcontento dei social. "Non mi piace chiedere ai nostri clienti di pazientare - commenta Patrick Walser, portavoce FFS, a TeleTicino - la situazione non soddisfa ne noi ne loro, però purtroppo al momento, siamo in una situazione difficile, ma sono fiducioso che nel corso dei prossimi mesi questa siuazione migliorerà".
Alla questione si è interessata anche la politica, con il Consigliere Nazionale Marco Chiesa che ha proposto dei rimborsi per i passeggeri coinvolti, loro malgrado, nel ritardo dei treni: "A quanto pare l'UFT sta lavorando ad una soluzione per la Svizzera, vedremo cosa si farà nei prossimi anni", spiega Walser.
L’Ufficio federale dei trasporti sta approfondendo la questione, ma non si prevedono soluzioni alternative ai famigerati buoni prima del 2022. Dal 2009, per completezza, sulle tratte internazionali viene rimborsato il 25% in caso di un’ora di ritardo. Il 50% se le ore diventano due.
Intanto però secondo uno studio, nell’ultimo mese i ritardi in casa FFS hanno riguardato circa il 40% dei convogli. "È un problema non sistemico ma di singole cause. Possono esserci, ad esempio, casi in cui si verifica un ritardo all'estero che di conseguenza di ripercuote sui collegamenti in Svizzera". Altre cause, ha spiegato Walser, sono riconducibili a cantieri in Ticino e in Svizzera, ma non solo: "In seguito all'ondata di caldo abbiamo avuto dei danni a treni e a impianti, che hanno originato dei ritardi. Sono cause che si sommano e che vanno a creare situazioni per le quali stiamo cercando delle soluzioni".
Maggiori dettagli nel Tg di TeleTicino di ieri sera
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