
Bufera sul personale dell’ospedale “La Carità” di Locarno. Otto medici, fra cui un primario, e sei sanitari del nosocomio locarnese dovrebbero essere riconosciuti come responsabili professionalmente del decesso di una 68enne ticinese, morta la vigilia di Natale del 2010, lo segnala la RSI. I 14 membri del personale ospedaliero rischiano di venire accusati di omicidio colposo. La donna sarebbe deceduta a causa di una fuga di monossido di carbonio proveniente dalla caldaia dei vicini e accumulatasi nella propria canna fumaria. Le accuse al personale medico sarebbero relative all’interpretazione poco approfondita degli esami effettuati per ben sette volte dall’anziana e dal coinquilino. A dirlo una perizia effettuata dal professor Francesco Ventura, esperto di medicina legale dell’Università di Genova, incaricato dalla magistratura ticinese di svolgere le analisi della tragedia. Lo studio di Ventura mostra come ci fossero tutti i presupposti per un intervento immediato volto a salvaguardare la salute dell’anziana e del coinquilino ben prima della tragedia. Il coinquilino dell’anziana ha subito anch’esso danni irreversibili a causa del gas. I vicini dell’anziana sono ugualmente sotto indagine per omicidio colposo.
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