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Ticino
La carcerazione per il valmaggese accusato di truffa era giustificata
© CdT/ Chiara Zocchetti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Lo ha deciso la Corte dei reclami penali respingendo i reclami dell’avvocata dell’uomo.

“Condivisibili”. Così la Corte dei reclami penali (Crp) ha definito le decisioni con cui il giudice dei provvedimenti coercitivi aveva confermato (e in seguito prolungato) la carcerazione preventiva per il 64enne valmaggese accusato di truffa per mestiere e amministrazione infedele. Lo riferisce oggi il quotidiano laRegione. Respinti dunque i ricorsi dell’avvocata dell’uomo il quale, ricordiamo, è stato nel frattempo scarcerato.

Le motivazioni

Nella sentenza della Crp riportata dal foglio bellinzonese si reputa che “dopo esame degli atti istruttori e delle motivazioni delle decisioni impugnate – tenuto conto che nell’ambito della procedura di carcerazione è sufficiente la prova di concreti sospetti, secondo i quali il comportamento incriminato potrebbe adempiere con rilevante probabilità il reato ipotizzato, rispettivamente per non pregiudicare l’esame dei fatti imputati al reclamante che dovrà essere effettuato dal giudice del merito – che le conclusioni circa l’esistenza degli indizi di reato e l’esistenza del pericolo di collusione siano prima facie condivisibili”. L’inchiesta per stabilire le responsabilità dell’uomo prosegue.