
Tre consiglieri comunali di Locarno - Alessandro Spano (PLR), Barbara Angelini-Piva (PPD) e Stefano Lucignano (PLR) - chiedono maggiori lumi al Municipio riguardo al finanziamento dell'iniziativa Giù le mani dalle Officine". In particolare chiede quanti soldi ha stanziato l'Esecutivo nel 2008 al fondo in favore degli operai e che ora verrebbero usati a scopo propagandistico. Vi proponiamo qui di seguito il testo integrale:
"Nel 2008 lo storico sciopero delle Officine di Bellinzona, accompagnato e sostenuto da una mobilitazione trasversale che ha letteralmente coinvolto “da Airolo a Chiasso” tutto il Cantone, Locarno compresa. Poi l’iniziativa popolare come mezzo di pressione che, sull’onda degli eventi, ha riscosso altrettanto successo.
11 anni dopo tante cose sono cambiate e più di un cittadino si chiede il senso di votare ancora su un’iniziativa che, in ultima analisi, prevede sia il Cantone Ticino ad espropriare e gestire le attuali Officine e che ha esaurito la sua pressione indiretta con il voto del legislativo cantonale e di quello comunale, i quali hanno avallato la costruzione di un nuovo stabilimento industriale delle FFS fuori dalla città di Bellinzona e lo sviluppo di un polo tecnologico affiliato al Parco svizzero dell’innovazione sul sedime attuale.
Negli scorsi giorni si è appreso dalla stampa che l’associazione “Giù le mani dalle officine” intenderebbe attingere la “modesta” cifra di 120'000 franchi dai fondi a suo tempo stanziati dalle varie istituzioni a sostegno degli scioperanti e delle loro famiglie, per finanziare una campagna manifestamente ideologizzata dall’MPS con tanto, si apprende sempre dai media, di affissioni a tappeto, invii a tutti i fuochi del Cantone, siti internet, filmati di propaganda, gadget e quant’altro. Lo stesso Sindaco di Bellinzona, socio dell’Associazione, ha posto in assemblea la domanda – leggiamo dai media – se sia «giusto finanziare la campagna a favore dell’iniziativa “Giù le mani dalle officine” usando i soldi versati nel 2008 da enti pubblici e cittadini privati con lo scopo di aiutare gli operai dello stabilimento FFS impegnati nello sciopero», proponendo – senza successo – di coinvolgere nella decisione i lavoratori delle Officine, destinatari a suo tempo di quei soldi.
Insomma, i soldi di tutti i cittadini stanziati a suo tempo per sostenere (giustamente!) gli operai delle officine e le loro famiglie, verranno usati da un movimento politico per la propria campagna di votazione. Il 21 marzo il Consigliere comunale di Bellinzona Fabio Käppeli ha già portato all’attenzione del Municipio della capitale la questione in oggetto, ma in qualità di Consiglieri comunali della Città di Locarno ci appare più che giusto sollecitare in merito anche il Municipio della Città di Locarno.
La domanda del Sindaco di Bellinzona appare quindi più che legittima, ma – sulla base di quanto letto dai media e chiesto dal Sindaco Branda – ne scaturiscono anche altre, che sottoponiamo al lodevole Municipio della Città di Locarno:
1. Quanti soldi sono stati stanziati nel 2008 dalla Città di Locarno al fondo in favore degli operai dello stabilimento FFS di Bellinzona e delle loro famiglie?2. Se del caso, con quale scopo erano stati stanziati quei soldi? Tra quegli scopi era forse contemplata anche la stampa di volantini o autocollanti ideologicamente politicizzati?3. Nel caso in cui siano stai stanziati dei fondi, il Municipio ritiene corretto che gli stessi siano usati a scopo puramente propagandistico da un movimento politico per i propri interessi?4. Il Municipio è al corrente se e quanto hanno versato gli altri Comuni del Locarnese?"
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