
Secondo quanto riportato dal Caffè una società con sede a Breganzona, la "Swiss financial advisors" (clicca per saperne di più)controllata da Giuseppe d’Urso, imprenditore di Messina con casa a Ponte Tresa, sarebbe stata costituita per ottenere lavori, ma soprattutto per acquisire società in difficoltà e con queste riciclare soldi. Questo perlomeno quanto dovrà essere verificato dall’inchiesta in corso.Questa società aveva un capitale di centomila franchi, metà dei quali in opere d'arte conservate in un caveau, ma stava chiudendo un contratto da 50 milioni di franchi. La società in questione, secondo quanto scoperto gli investigatori italiani, sarebbe al centro di un vasto riciclaggio di soldi della camorra, ed in particolare del famoso clan dei Casalesi. (clicca per saperne di più)Il tutto è partito dopo l’interrogatorio di un collaboratore di d’Urso e potrebbe portare alla scoperta di nuovi traffici verso il Ticino.
A quanto pare la Sfa aveva ottenuto un appalto da una società di Pesaro, in difficoltà finanziarie, per realizzare un complesso da 50 milioni di franchi.Ma un commercialista si era accorto che la società di Breganzona era molto fragile dal punto di vista patrimoniale. Ecco che quindi d’Urso ha subito creato un’altra società chiamandola "Ginevra". Ma anche in questo caso è venuto allo scoperto il fatto che queste società erano fittizie, in quanto, secondo quanto scritto dal giudice “tutte le fatture emesse dal gruppo erano inesistenti perché non esistevano alcuna contabilità e alcun bilancio”.Una mossa quindi che aveva come unico scopo approfittare delle difficoltà della ditta di Pesaro per poter in seguito controllare tutto, iniziando appunto da un appalto ed in seguito, come detto, poter operare soprattutto nel settore edilizio. I cantoni di frontiera, tra i quali il Ticino sono a forte rischi infiltrazioni di n'drangheta e camorra.
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