
Si è tenuta ieri all'aeroporto di Lugano-Agno la 100esima Assemblea generale ordinaria della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), alla presenza tra gli altri del consigliere di Stato Christian Vitta, del neo consigliere federale Ignazio Cassis, del presidente Cc-Ti Glauco Martinetti, del direttore Cc-Ti Luca Albertoni e della presidente della Confederazione Doris Leuthard, giunta appositamente in Ticino. All'evento sono accorse oltre 500 personalità del mondo politico ed economico ticinese e nazionale.
Martinetti ha subito ricordato "l'importanza di continuare a lavorare nell'interesse delle nostre aziende e del nostro territorio" e cercando di superare la principale insidia per la futura crescita economica: "l'eccesso di regolamentazioni". Puntando il dito alla politica, il presidente CC-Ti ha poi dichiarato: "Non accettiamo che l’articolo 27 della Costituzione federale venga subordinato ad altre norme costituzionali e trattato alla stregua di un valore di serie B". Per Martinetti, "la negazione di una libertà costituzionale significa negare l’esistenza stessa della Svizzera e di riflesso del Ticino".
La cultura imprenditoriale svizzera è chiamata a rinnovarsi costantemente e oggi è forse legata da una legge federale sul lavoro "concepita negli anni Sessanta, periodo storico profondamente diverso da quello odierno", ha fatto notare il presidente. Per quest'ultimo ci vuole dunque un "ripensamento del funzionamento stesso della società»", poiché "molti modelli di lavoro oggi sono incompatibili con tale legge". Un mezzo fondamentale per adattarsi alle crescenti sfide della nostra economia è stato individuato nella formazione.
Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta, ha voluto sottolineare il "ruolo di ponte" della Camera di commercio. La quale è stata individuata come "un interlocutore serio e affidabile che in un secolo di vita al servizio dell’economia ticinese ha infatti permesso di favorire l’incontro e il dialogo tra lo Stato, il mondo politico e la realtà economica del cantone". Vitta ha poi precisato che l'ente pubblico e l'associazione percorrono "due strade parallele" verso "un traguardo condiviso": quello dello "sviluppo dell'economia cantonale in un contesto favorevole".
La parola è passata al direttore Cc-Ti Luca Albertoni, il quale guarda al futuro: "Dobbiamo comprendere il fenomeno della digitalizzazione per trovare delle soluzioni". In merito è quindi stato menzionato il progetto promosso dalle Camere di commercio a livello nazionale e pronto a partire in Ticino "Un intervento fondato su un check-up digitale dei processi aziendali attraverso cui capire di cosa necessitano le imprese" ha spiegato Albertoni.
"Noi teniamo conto della situazione in Ticino" – ha assicurato infine la presidente della Confederazione Doris Leuthard – "e per questo vi invito ad avere più fiducia nel Consiglio federale. In fondo, anche noi siamo un po’ ticinesi". Tra l’altro ha sottolineato che con l’arrivo di Ignazio Cassis nel Governo federale la posizione del Ticino verrà spiegata ancora meglio. Leuthard, non pensa che comunque la presenza di un consigliere federale ticinese "cambierà molto le cose, perché un membro dell’Esecutivo non pensa agli interessi di una regione ma di tutta la Svizzera".
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