
L’APM (Associazione per un Piano di Magadino a misura d’uomo) prende posizione in merito alla Progetto generale "Bozza Verde" di collegamento A2-A13 messo in consultazione dal Dipartimento del Territorio.
"Dalla nostra prima valutazione generale riteniamo che il progetto messo in consultazione rispetti nelle grandi linee le condizioni poste dal comitato ‘Via la strada dal Piano all’indomani del voto del 30 settembre 2007 e gli obiettivi formulati in seguito dalla “Conduzione politica di progetto” e confermati dall’USTRA. Tuttavia, la metodologia adottata, a nostro modo di vedere, non è sufficientemente scientifica e non affronta l’insieme delle questioni. Inoltre, l'iter proposto per la consultazione degli enti interessati, segnatamente dei Comuni, e per l'approvazione politica appare del tutto inadeguato. In merito alla scelta del tracciato, a parte alcuni aspetti particolari e problematici, che chiediamo di approfondire, come lo svincolo e l’accesso al portale della galleria a S. Antonino riteniamo che esso soddisfi ampiamente i criteri di salvaguardia del PdM", scrivono.
L'associazione si dice però preoccupata per il "continuo aumento di traffico veicolare considerato nel modello di traffico su cui si basa l’intero progetto". "Criticità" sono poi rilevate "anche nell’ambito delle misure di compensazione del territorio agricolo e della sua frammentazione fondiaria". Per quanto concerne i terreni agricoli coinvolti nel progetto, APM chiede che "sia data loro una particolare attenzione durante la fase di cantiere, onde evitare il rischio di comprometterne la qualità e renderne difficoltosa la gestione". In conclusione, l'associazione ricorda che "nell’ottica di una gestione sostenibile e coerente della mobilità futura, si deve dare maggiore rilevanza il traffico pubblico e al contempo diminuire drasticamente quello motorizzato. Questo anche per diminuire, o perlomeno limitare l’effetto sul PdM, delle varie fonti di inquinamento atmosferico già attualmente molto elevato e regolarmente oltre i limiti"
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