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Ticino
“La bomba del progetto del PSE va disinnescata”
L’Mps ha deciso: lancerà il referendum contro i progetti relativi alla realizzazione del Polo sportivo. “Una delle più grandi speculazioni immobiliari mai progettate in Ticino”

Il Movimento per il socialismo (MPS) ha deciso che lancerà il referendum contro i progetti relativi alla realizzazione del Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) sul quale tra poche settimane (verosimilmente in marzo) il Consiglio comunale di Lugano dovrà pronunciarsi.

“Speculazione immobiliare”
“Non vi sono dubbi che il progetto nel suo complesso rappresenti una delle più grandi speculazioni immobiliari mai progettate in Ticino”, tuona il Movimento in una nota. “Le discussioni finora condotte (e le decisioni intermedie già prese lo scorso maggio) sembrano orientare tutte le forze politiche cittadine – nessuna esclusa – al sostegno di questo progetto. Gli interrogativi di questi giorni (le decine e decine di domande poste dalle commissioni del legislativo comunale) non sembrano modificare gli orientamenti di fondo”.

“Non si ravvede l’utilità sociale”
Un progetto, quello del PSE, “del quale non si ravvede l’utilità sociale, in assoluto e tanto meno rispetto al contesto attuale”, prosegue la nota. “Ancora una volta, la ricchezza sociale prodotta dalle lavoratrici e dai lavoratori è incanalata in iniziative che non rispondono ai loro interessi fondamentali, ai loro bisogni sociali. Iniziative che addirittura provocheranno, in un perfetto circolo vizioso, un effetto di crescente pauperizzazione dei settori sociali più esposti agli effetti economici della pandemia”.

“Un progetto sproporzionato”
L’Mps sostiene che il PSE costituisca “la più inutile operazione immobiliare finanziata con soldi pubblici che sia mai stata realizzata in Ticino”. Si tratta “di un progetto totalmente sproporzionato, con pochissima aderenza ai bisogni sociali delle cittadine e dei cittadini luganesi, dal costo elevatissimo che rischia di devastare le finanze comunali, provocando un aumento importante del prelievo fiscale che andrà soprattutto a pesare sui redditi medio-bassi, gli stessi che pagherebbero anche il prezzo sul fronte degli inevitabili tagli ai servizi pubblici e sociali comunali”.

“E gli scenari alternativi?”

Un’altra evidenza, sottolinea il movimento, è che “non ci sono alternative”. “L’esecutivo luganese ha giocato il tutto per tutto rifiutando di elaborare scenari alternativi, perfettamente immaginabili e con costi di almeno 5 o 6 volte inferiori a quanto previsto oggi, imponendo con arroganza, ma soprattutto con monumentale menefreghismo nei confronti degli interessi pubblici, il proprio progetto catastrofico. La conclusione di quanto precede è evidente: la bomba del progetto del PSE deve essere completamente disinnescata”.

L’MPS lancia il referendum
È sulla base di queste considerazioni che l’MPS ricorrerà al referendum contro le decisioni che il consiglio comunale di Lugano adotterà per la realizzazione del PSE.

Proprio in questa prospettiva il Movimento ha elaborato un ampio documento che condensa le critiche al progetto. Il documento verrà presentato nel corso di un incontro (a distanza) con la stampa previsto nei prossimi giorni.

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