
La Banca nazionale svizzera (Bns) ha registrato un risultato negativo record nei primi 9 mesi dell'anno corrente. Un dato che preoccupa Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, che firma un'interpellanza indirizzata al Consiglio federale sulla gestione dei rischi finanziari da parte dell'istituto.
Investimenti della Bns
"Ad inizio 2022 la BNS disponeva di un portafoglio investito in valuta estera di 966.20 miliardi di franchi, il 25% in azioni ed il 75% in obbligazioni, molte delle quali con un investimento di lunga durata". I dubbi del consigliere nazionale sorgono in merito agli investimenti della Bns in quasi 2'800 titoli sulla borsa USA, "comportandosi come il gestore di un fondo di investimento. C’è da chiedersi se abbia le competenze e le risorse necessarie a gestire un simile volume di investimenti". Anche il profilo di rischio di questi titoli è fonte di interrogativi per Quadri, "sia per il 25% di azioni che per una cosiddetta “duration” (durata media dell’investimento) delle obbligazioni piuttosto alta, specialmente in un contesto di tassi al rialzo". Nel testo, il firmatario afferma che detenere quasi il 100% del bilancio in valuta estera rappresenta un notevole rischio, "oltretutto senza valuta svizzera non si può investire in società e debitori elvetici".
Domande
Tra le domande poste al Consiglio federale, Quadri chiede come l'Esecutivo valuti la gestione dei rischi della Bns sulle sue riserve, se la Bns dispone delle risorse e delle competenze necessarie per gestire il volume di investimenti e se è opportuno che la banca detenga la quasi totalità del bilancio in valuta estera.

