
La devastante frana che ha colpito la Bregaglia ha commosso il Ticino, con molte associazioni, comuni e forze politiche ticinesi che hanno devoluto somme più o meno importanti alla popolazione locali. Azioni di beneficienza che però sono spesso stati accompagnati da comunicati stampa, alle volte a dir poco maldestri, per sottolineare il proprio impegno. Ma ostentare la beneficienza non svilisce il tutto? Lo abbiamo chiesto a Don Feliciani, che in questi mesi sta proseguendo le attività del centro per senzatetto a Chiasso.
Don Feliciani, innanzitutto come sta proseguendo il progetto del centro per senzatetto?Direi che sta funzionando piuttosto bene. Abbiamo a disposizione posti per 6-7 persone, che sono regolarmente pieni. Se le richieste superano i posti a nostra disposizione indirizziamo le persone a Casa Astra. Ai nostri ospiti offriamo l'alloggio, alcuni di loro rimangono anche per pranzo nella nostra mensa: si tratta principalmente di ragazzi giovani dall'Est Europa che arrivano in Svizzera in cerca di lavoro e che qundi non hanno un posto dove dormire.
C'è chi la beneficienza la fa come lei, mettendo a disposizione le strutture della Parrocchia, e chi invece la fa con contributi economici, come nel caso delle donazioni per la Bregaglia.Il caso della Bregaglia ci fa riflettere sulla tentazione di crederci autosufficienti e di cadere nell'indifferenza. Episodi come questo mettono in luce il disagio e la sofferenza di molte persone che ci tocca in profondità, facendo rinascere in noi il senso della solidarietà. La quale è una caratteristica della nostra società che dobbiamo preservare mettendo sempre le persone al centro di tutto. Negli scorsi giorni il Papa in Colombia ha invitato a guardare i bambini poveri dritti negli occhi: è solo così che si smuove in noi quel qualcosa che ci fa diventare partecipi, aprendo il nostro cuore, e magari successivamente il portafogli a loro... E la Bregaglia ha in questo momento lo stesso bisogno di attenzione, di percepire la nostra preoccupazione e poi, successivamente, anche di contribuire economicamente al loro tentativo di rialzarsi.
Non sono pochi quelli che però hanno sottolineato la loro partecipazione economica a questo tentativo di ripresa.Un gesto di solidarietà può diventare un pretesto per stuzzicare altre persone a fare lo stesso, facendo scattare una reazione a catena. Ma questo non deve sfociare nel mettersi in mostra, lasciando che egoismo e orgoglio si insinuino in noi facendoci pensare più al nostro tornaconto personale, anche solo di immagine, piuttosto che ai reali valori di questi gesti nobili. Spero che tutti coloro che si sono impegnati in questa causa lo abbiamo fatto con sincerità e col cuore in mano, perché è di questo che ha bisogno la popolazione della Bregalia.
MS
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