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Bruno Storni
La banda ultra-larga nel servizio universale? "Era la mia iniziativa cantonale"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 anni fa
Il consigliere nazionale ricorda di avere dato il "la" per l'iter che ha condotto alla decisione di ieri del Consiglio federale. Storni invita ora il parlamento ticinese a bocciare il credito governativo per la banda ultra-larga.

Il consigliere nazionale Bruno Storni (Ps) rivendica la paternità del potenziamento della velocità di internet all'interno del servizio universale, deciso ieri dal Consiglio federale. Alla base della revisione dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione c'è la volontà di migliorare la qualità della connessione internet, specialmente nelle zone periferiche, sprovviste di un'alternativa migliore già presente sul mercato.

Iniziativa cantonale del 2015

"Non si tratta altro che dell’implementazione dell’iniziativa cantonale ticinese che avevo presentato al Gran Consiglio nel mese di giugno del 2015", ricorda il parlamentare, che in un comunicato alle redazioni trasmette un breve stralcio del testo allora presentato a Palazzo delle Orsoline: "Si propone di richiedere il sostegno attivo della Confederazione per l’ampliamento delle reti di telecomunicazione a banda ultra larga nelle regioni con densità di utenti inferiore al limite di redditività economica, tramite finanziamenti diretti (via NFP o PR) o aumento del livello del servizio universale (LTC)”.

L'iter

È proprio in quest'ultimo punto, ovvero "l'aumento del livello del servizio universale", che si inserisce la decisione di ieri del Consiglio federale. Nel concreto, a partire dal 2024 la connessione internet in Svizzera sarà potenziata, con il servizio universale che comprenderà una velocità di trasmissione di almeno 80 Mbit/s. Questa velocità, ricorda il consigliere nazionale socialista, era già stata indicata nel giugno 2020 in una mozione della Commissione trasporti e telecomunicazioni, poi approvata dal Nazionale nel settembre dello stesso anno. L'anno successivo, la Commissione, tramite lo stesso Storni, relatore assieme a Martin Candinas, presentò un postulato che incaricava "il Consiglio federale di sottoporre al Parlamento una strategia in materia di banda ultra larga nel senso dell’iniziativa cantonale ticinese".

"Il Ticino non spenda denaro pubblico per progetti di competenza federale"

Se quindi l'iter che ha portato a questa decisione ha avuto inizio nell'aula del Gran Consiglio ticinese, ora, è ancora al parlamento ticinese che Bruno Storni guarda. "Spero che in Ticino - scrive - si smetta di spendere denaro pubblico per progetti che competono alla Confederazione e che il messaggio per il credito da 95 milioni per la banda ultra-larga fatta in casa venga definitivamente bocciato". Lo scorso 9 marzo, infatti, il Consiglio di Stato ha presentato un messaggio che vuole incentivare la "realizzazione di una rete capillare a banda ultra-larga sul territorio cantonale per un periodo di 15 anni". Nel suo messaggio, il governo ticinese definisce la rete a banda ultra-larga "un’infrastruttura importante in un’ottica di sviluppo armonioso del Cantone, con l’obiettivo di abbattere le barriere digitali tra zone urbane e periferiche, permettendo a queste ultime di svilupparsi sfruttando le molteplici opportunità della digitalizzazione. Questo aspetto si inserisce peraltro in maniera sinergica nell’ambito degli sforzi messi in campo dal Cantone con l’obiettivo di favorire il riposizionamento delle regioni periferiche".