
"Mimose per colorare la nostra rabbia? Cioccolatini per addolcire l’ennesimo boccone amaro? Buoni sconto per compensare quel 20% che ancora ci manca per raggiungere la parità salariale? Un uomo nudo in mostra per far finta che la libertà sessuale della donna sia accettata? Ci dispiace, ma non siamo d'accordo". A ribadirlo il Gruppo Donne USS Ticino e Moesa che deplorano la mercificazione dei contenuti della storia dell'otto marzo, giornata internazionale della donna. E in occasione dell'annuale appuntamento previsto tra pochi giorni il gruppo sottolinea l'importanza dei diritti e della dignità delle donne, auspicando che la giornata torni a essere un punto di partenza per un percorso di conquiste.
In primis la parità salariale, non ancora garantita pienamente in Svizzera: "La maggior parte delle donne per un egual lavoro e con la stessa qualifica guadagano ancora oggi circa il 20% in meno dei loro colleghi maschi". A detta del gruppo il salario minimo, in votazione il prossimo 18 maggio, sarà un passo importante per garantire una vita dignitosa alle donne senza dover dipendere da aiuti sociali o famigliari.
Invocando all'unità, il gruppo vuole lanciare infine un messaggio nel mare dell'informazione, sperando di raggiungere anche le giovani generazioni:
"L'attuale clima di restaurazione culturale unito a politiche ultra conservatrici, continuano a spingere le donne a tornare ai fornelli in nome di un presunto ordine naturale, vanificando così anni di sforzi, anni di lotte per ottenere pari opportunità nel conciliare lavoro e famiglia, nel raggiungere posti dirigenziali. E per decidere liberamente del proprio corpo e della propria vita. Per questo dobbiamo lottare ogni giorno, senza farci inebriare dall’intenso colore e dal profumo di mimose…".
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