
Noi non facciamo scelte politiche ma puramente giornalistiche. Se abbiamo un documento importante e di chiaro interesse pubblico lo pubblichiamo. Senza chiederci se favorisce questa o quell’altra parte in causa. Come abbiamo fatto ieri con il rapporto KPMG su AET. Segnalando che si trattava di una pubblicazione “esclusiva”. Mancava il capitolo 2 (introduzione e premessa), di cui la nostra redazione non disponeva. La copia cartacea su cui abbiamo lavorato, ritrascrivendola, era in fotocopia e redatta in carattere molto piccolo. È stato quindi un lavoro lungo, che ha comportato alcuni errori nella ritrascrizione. Errori di cui ci scusiamo con i lettori (e solo con loro) che hanno avuto la pazienza di leggere il rapporto. Sono stati omessi (non volontariamente) alcuni passaggi. Non comunque determinanti a nostro avviso per la comprensione complessiva del documento. Sono state omesse (volontariamente) le tabelle e i grafici che erano difficilmente riproducibili. Insomma, abbiamo riportato unicamente la parte testuale del documento. Abbiamo infine omesso alcuni nomi (indicando: “omissis”) di persone che a nostro avviso non erano di rilevanza pubblica. E lo abbiamo scritto nell’articolo a cui il rapporto era allegato. Ieri, rispondendo alla nota stampa della KPMG, che ci accusava di aver pubblicato il rapporto incompleto, abbiamo già sottolineato queste scelte e ammesso gli errori fatti nella ritrascrizione. Il documento che potete leggere ora sul nostro portale é completo, ad eccezione delle tabelle e dei grafici. Abbiamo anche deciso di togliere gli omissis per evitare di essere accusati di voler proteggere qualcuno. Ribadiamo anche la correttezza della scelta di pubblicare accanto al rapporto KPMG la presa di posizione dell’ex direttore di AET Paolo Rossi sulle contestazioni che gli vengono mosse. Marco Bazzi
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