
Era la sera del 19 agosto 2008, in via Locarno a Losone Antonio Barbieri freddò con un colpo d'arma da fuoco all’addome il 30enne turco Ersan Ozkan, ferendo gravemente il fratello Ajhan di 35 anni. Per Ozkan non ci fu nulla da fare: si accasciò a terra senza vita. Il fratello fu trasportato alla Carità di Locarno dove subì un delicato intervento chirurgico all’addome e alla gamba. A 15 mesi da quella notte, per Antonio Barbieri, 45enne pregiudicato in Italia per rapina a mano armata, è giunta l’ora della verità. Oggi il killer di Losone, dovrà infatti comparire di fronte alla corte delle Assise criminali di Locarno presiedute dalla giudice Agnese Balestra-Bianchi. Barbieri dovrà rispondere di omicidio intenzionale tentato e consumato e di altri reati minori promossi al termine delle indagini dal procuratore pubblico Moreno Capella. Barbieri venne arrestato a Sementina dopo due giorni di latitanza all’interno di un capannone appartenente all’amico Ernesto Spataro. Gli agenti risalirono al covo del killer grazie al segnale del suo telefonino. Attorno alle 10, i reparti speciali intervennero costringendo Barbieri alla resa. Con sé aveva ancora la calibro 9 con cui uccise Ersan. “È stato un incidente", ha sempre detto Barbieri, difeso dall’avvocato Ignazio Maria Clemente. Secondo l’imputato, quella notte avrebbe dapprima litigato col fratello che gli strinse talmente i polsi da provocare lo sparo che lo fece finire all'ospedale. Poi, liberatosi dalla presa, Barbieri avrebbe accidentalmente esploso il proiettile che colpì a morte Ersan. Determinante in questo senso saranno le conclusioni della perizia allestita dagli esperti dell'Università di Milano. Esperti che verranno sentiti in aula. Oggi dunque si farà luce su questa vicenda di sangue per certi versi ancora indecifrabile. Restano infatti ancora da chiarire diversi aspetti legati al movente del delitto: forse rancori per una storia d’amore, la donna di Barbieri aveva infatti avuto una relazione con la vittima anni prima; forse problemi legati alla vettura di Ersan, usata e danneggiata dal suo killer. [email protected]
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