
La cocaina torna in aula per un nuovo capitolo, uno degli ultimi, dell’inchiesta Kilimanjaro. Si parla di un traffico di oltre 20 chili di droga, giunti in Ticino nel corso dello scorso anno tramite un corriere zurighese. 25 le persone arrestate in pochi giorni nel solo mese di luglio. E questa mattina a Lugano è iniziato il quinto processo alle Assise criminali per quello che è uno dei maggiori traffici di droga scoperti dagli inquirenti ticinesi negli ultimi anni. Oggi, imputato davanti alla presidente della corte Agnese Balestra Bianchi, un 28enne originario della Guinea Bissau, Thierno Saidou Camara, sospettato di essere un pezzo grosso del commercio. Camara è accusato della vendita di 1 chilo e 96 grammi di cocaina, quantitativo che lui ammette quasi interamente. Tutto è cominciato nel luglio 2007, con l’arresto quasi casuale di uno spacciatore africano. Partendo da lui, la polizia aveva ricostruito una catena di collegamenti che hanno portato nella rete in totale 25 tra spacciatori di origine africana e un corriere 60enne di origini turche. Quest'ultimo fungeva da "taxista" per i pacchetti di polvere bianca destinati ad una ventina di grossisti in Ticino. La merce partirebbe dall'Olanda e giunge nel nostro cantone via Zurigo.Tutti gli arrestati di luglio sono stati processati negli scorsi mesi e condannati a pene superiori ai tre anni. Anche Camara rischia grosso. Il procuratore pubblico Nicola Respini, nella sua requisitoria, ha chiesto per lui una pena detentiva di 4 anni e 3 mesi. Il 28enne, difeso dall’avvocato Gianluca Ferrara, giustifica i suoi gesti dicendo di essere stato costretto a vendere droga sotto minacce. Sembra non pensarla allo stesso modo la giudice Balestra Bianchi, che oggi in aula ha più volte rimproverato il giovane per la sua attività, definendolo “uno che sa il fatto suo”. La sentenza sarà pronunciata domani.
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