
Prestigioso riconoscimento per Kevin Quattropani. Il ticinese è stato eletto presidente della Federazione internazionale dei Borghi più belli del mondo, rete che riunisce oltre 1000 località in 12 nazioni tra Europa, Asia e Nord America. Nato e cresciuto a Lugano, Quattropani aveva fondato nel 2015 insieme con Fiorenzo Pichler l’associazione svizzera dei Borghi più belli. Oggi la rete conta 56 comuni membri distribuiti in 18 cantoni (7 in Ticino). «Girando in Europa avevo visto che il concetto esisteva già in Italia, Spagna e Francia. Mi sono chiesto: se funziona lì, perché non dovrebbe funzionare anche da noi?», racconta a Ticinonews. Negli anni il progetto è cresciuto fino all’ingresso nella federazione internazionale nel 2017. Oggi Quattropani si ritrova alla guida della rete mondiale.
Turismo e valorizzazione dei piccoli comuni
Tra gli obiettivi principali c’è la promozione di località meno conosciute che rispettano la carta di qualità della federazione internazionale, che punta sull’estetica, sull’uniformità, sulla qualità del patrimonio e sull’atmosfera. «Il concetto dei «borghi faro» serve proprio a illuminare anche i luoghi meno noti e a distribuire meglio i flussi turistici», spiega. Secondo Quattropani, uno dei principali vantaggi per i comuni aderenti è la visibilità internazionale. «Attraverso la rete collaboriamo con Michelin, De Agostini e National Geographic. Bosco Gurin, per esempio, è finito in copertina sul National Geographic in Giappone. Un ristorante di Grüningen, nel Canton Zurigo, ha visto invece crescere la clientela del 300% dopo la pubblicazione della mappa tematica di Michelin dei borghi svizzeri».
«Dalla Svizzera poco sostegno»
Non manca però una critica alla Svizzera. «Dall’estero riceviamo molta attenzione, ma dalla Svizzera abbiamo poco feedback, sia dalla politica sia dalla popolazione. In altri Paesi queste reti ricevono importanti sostegni pubblici. Siamo una struttura no profit e molto lavoro viene svolto gratuitamente».
«Lo faccio soprattutto per passione»
Nonostante le difficoltà economiche e organizzative, Quattropani continua a credere nel progetto. «Il mio sogno sarebbe dedicarmi completamente ai borghi, ma oggi non possiamo permetterci dipendenti. Lo faccio soprattutto per passione e perché mi piace creare relazioni e valorizzare il territorio». Oltre alla gestione per i prossimi due anni della federazione internazionale, il presidente dovrà occuparsi di organizzare l'assemblea, che si terrà l'anno prossimo in Svizzera, a Gruyère. «Abbiamo scelto Gruyère perché ci sostiene finanziariamente e vanta ben quattro borghi della rete. Organizzare assemblee e incontri costa molto: traduttori, logistica, accoglienza. Ma sarà una bella vetrina per la Svizzera».

