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Ticino
Kessel rinuncia alla gestione dell’aeroporto
Foto CdT/Fiorenzo Maffi
Foto CdT/Fiorenzo Maffi
Filippo Suessli
6 anni fa
Dario Kessel si tira indietro: prendere in gestione l’aeroporto di Lugano sarebbe troppo costoso e il mandato troppo rigido

Prendere in gestione l’aeroporto di Lugano non conviene, parola di Dario Kessel. L’ingegnere luganese, da sempre attivo nello scalo, ha infatti comunicato di aver rinunciato a portare avanti una cordata che avrebbe potuto rilevare la gestione dello scalo. “In questi due mesi abbiamo attentamente valutato la situazione con l’intenzione di candidarsi alla sua futura gestione. Da queste valutazioni abbiamo rilevato che l’attuale infrastruttura logistica è obsoleta (termine non mio ma del Municipio stesso!) e richiede un immediato ammodernamento”, si legge nel comunicato. “Pure l’infrastruttura operativa non permette una razionale utilizzazione in quanto la pista è, se si fa riferimento agli aeroporti regionali svizzeri, corta e manca un moderno sistema di avvicinamento, malgrado che il tema fosse noto già dal 2003, quando l’Autorità federale bloccò la procedura di avvicinamento strumentale da sud”.

“La messa a carico del futuro gestore privato di questi importanti investimenti, che potrebbero richiedere una trentina di milioni di franchi, combinata con una rigida impostazione del futuro mandato in termini di durata (33 anni) e di condizioni generali (nessun contributo finanziario della città, nemmeno per la demolizione delle infrastrutture obsolete, e nessun riconoscimento del valore residuo delle infrastrutture realizzate dal privato) preclude la presa a carico del rischio imprenditoriale, inoltre la situazione Covid rende estremamente difficile il pareggio dei conti della sola gestione, senza considerare nuovi investimenti”, continua Kessel.

Impossibile, secondo l’imprenditore, riuscire ad ammortizzare l’investimento in soli trent’anni. “Come proprietario di 6’500 metri quadrati di terreno nella zona centrale dell’aeroporto resterò attento osservatore di quanto altri vorranno fare come gestori privati”, conclude Kessel annunciando la sua rinuncia.

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