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Ticino
Kering, dal lusso alle lacrime
Kering, dal lusso alle lacrime
Kering, dal lusso alle lacrime
Redazione
8 anni fa
Il ridimensionamento del gruppo francese in Ticino avrà impatti importanti su diversi Comuni. E non solo

La 'profezia' dello scorso maggio del portale francese MediaPart, che pubblicò un articolo sul gruppo Kering dicendo che il gigante della moda avrebbe probabilmente lasciato il Ticino o perlomeno "riformato profondamente la sua struttura societaria", si è rivelata azzeccata. All'epoca, il gruppo relativizzò e disse che il Ticino, tramite la società Luxury Goods International, "sarebbe rimasto un hub strategico per la distribuzione e la logistica dei marchi" di moda.

Lo scorso ottobre, però, fu annunciato lo spostamento dal Ticino all'Italia di circa 150 dipendenti e in questi ultimi giorni è arrivata un'altra mazzata: i Comuni e il Cantone, di cui Luxury Goods è il principale contribuente, si aspettavano sì una diminuzione del loro gettito fiscale, ma non di queste proporzioni. A Cadempino, stando informazioni in possesso del Corriere del Ticino, verranno infatti a mancare tra i 6 e gli 8 milioni di franchi ogni anno, con il Comune che dovrà aumentare da un giorno all'altro il moltiplicatore di 9 punti. Dal canto suo il Cantone subirà perdite di gettito fiscale di circa 20 milioni di franchi.

A Vezia, dove il Municipio per ora non rilascia dichiarazioni, si può stimare che il ridimensionamento di Kering genererà minori entrate per circa 1,5 milioni a fronte di un gettito totale di circa 7 milioni. L'Esecutivo si riunirà a inizio dicembre per una seduta straordinaria. A quanto pare, sul tavolo ci saranno misure di contenimento della spesa, una revisione degli investimenti e un possibile aumento del moltiplicatore.

Se la passa decisamente meglio Bioggio. "Da noi il gruppo ha solo una base logistica e la riorganizzazione ha un impatto nettamente minore" spiega il sindaco Eolo Alberti. Secondo informazioni del CdT, la minore entrata ammonterebbe a circa 1,5 milioni. Il sindaco comunque assicura che il Comune non si trova in difficoltà e invita tutti ad evitare allarmismi. Salvo sorprese, il moltiplicatore dovrebbe rimanere al 59%.

E si dovrà tirare un po' la cinghia anche a Sant'Antonino, dove la nuova strategia aziendale della Luxury Goods comporterà una riduzione del gettito del 28%. Da un calcolo abbozzato dal CdT, le minori entrate fiscali dovrebbero essere di circa 1,4 milioni. Nonostante tutto il Comune potrebbe chiudere il 2019 in positivo (con un avanzo di 32'000 franchi) e senza toccare il moltiplicatore.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino 

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